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10/02/2021

Salvini strizza l’occhio a Bruxelles

Il Tempo - LUCA ROSSI

IL FUTURO DEL CENTRODESTRA Il segretario: «Abbiamo buttato il cuore oltre l'ostacolo e accolto l'appello di Mattarella. Non poniamo veti e non vogliamo litigare»
Basta attacchi all'Ue e sull'immigrazione. La Lega diventa moderata e si prepara a governare con Draghi Il «modello Bertolaso» «Riapriamo i cantieri. Se c'è un'Italia con menotasse, meno burocrazia e più salute noi ci siamo senza condizioni» Tajani (Forza Italia) «Citogliamo la maglia della squadra per indossare quella della Nazionale. È il momento di lavorare per il bene dell'Italia»
Salute, lavoro e riaperture sono le priorità. Ma c'è altro nel piano che la Lega porterà al premier incaricato, Mario Draghi, dalla pace fiscalealtagliodell'Irpefperilavoratoriautonomi. Il leader della Lega, Matteo Salvini, è atteso alle 16.30 di oggi con i capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, per il secondo giro di consultazioni. Quello decisivo. Sono giorni segnati da una svolta moderata per ilpartitodiviaBellerio,sponsorizzatadalvicesegretarioGiancarloGiorgettieaccoltadaSalvini, che si presenterà a Montecitorio dopo aver ascoltato anche le categorie produttive. Una svolta in piena regola se si considera che gli attacchi frontali a Bruxelles sono un lontano ricordo. Infatti, parlamentari, economisti e tecnicileghisti,secondofontidelCarrocciodaBruxelles, sono al lavoro in queste ore in vista del votosulRecoveryfundprevisto perquesta sera. La Lega, che si è astenuta sul documento in commissioneaitempidelgovernoConte,attende l'incontro con Draghi prima di prendere la decisione definitiva. «Se invece dell'austerity praticata in passato si passasse ad una fase di investimenti, di crescita e di rilancio economico, senza aumento di tasse ma liberando energie e risorse inambitopubblico e privato, lo scenariocambierebbe completamente»,segnalanolestesse fonti. Il Carroccio ha «buttato il cuore oltre l'ostacolo e accoltol'appello del presidente della Repubblica, che ha chiesto alla politica di fare un passo in avanti, di mettere da parte gli interessi di parte, di non mettere veti, di non litigare prima ancora di cominciare», scandisce Salvini dopo un incontro a Palazzo Lombardia, a Milano, focalizzato sul tema vaccini. «Proporremo al professor Draghi il modello Bertolaso», annuncia. E poi chiarisce: «Se c'è un'idea di Italia con meno tasse, meno burocrazia e più salute, noi ci siamo senza mettere veti in casa di altri, perché mi sembrerebbe poco rispettoso del lavoro del professor Draghi». Il ragionamento, suggeriscono fonti della Lega, è che, «per fortuna, Draghi non è Monti e anziché tagliare vuole investire e rilanciare». Il leader leghista si dice, quindi, pronto a «riaprire cantieri ovunque. Se altri sono per il no o per lo stop, starà al professor Draghi trovare la sintesi». Ma c'è di più. A chi gli ricorda la battaglia «no euro» del Carroccio di qualche anno fa, Salvini risponde diplomatico: «Io non sono contrario all'Europa, cosa vuol dire essere contrari? Se qualche potere forte dell'Europa aiuta l'Italia a curarsi, evviva. Io sono per l'adozione del codice degli appalti europei». E anche sul tema dei migranti mostra il volto moderato: « B i s o g n a coinvolgere l'Europa in quello che non è un problema solo italiano». Sta di fatto che la mossa del Capitano di lavorare per il sì al governo Draghi piacerebbe agli elettori, secondo un sondaggio sul tavolo del leader. «Cresce la Lega che passa dal 24,1% del 21 gennaio al 24,5% del 30 gennaio e arriva oggi al24,8%», fannosapere fonti delCarroccio. Che si è avvicinato ai toni più moderati di Forza Italia, mentre Giorgia Meloni resta ferma sul «no»aentrarenell'esecutivoguidatodall'expresidente della Bce. «Noi - sottolinea il vicepresidente azzurro Antonio Tajani - siamo pronti a toglierci la maglietta della squadra per indossare quella della nazionale, sappiamo che quando questa esperienza finirà torneremo ciascuno dalla propria parte. Ma oggi è il momento di lavorareassiemeperilbenedell'Italia,nonquello dei veti».

Foto: Giancarlo Giorgetti Il vicesegretario di via Bellerio è l'artefice della svolta moderata e responsabile della Lega. È lui che ha fatto da collante tra il leader Matteo Salvini e il mondo dell'economia e delle imprese del Nord, convincendo il segretario a sostenere il governo Draghi