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03/03/2021

Salvini spacca i dem sul Codice appalti

Avvenire - GIANNI SANTAMARIA

IL RILANCIO SUL «MODELLO GENOVA» DOPO UN'USCITA SUL TEMA DI NARDELLA, SINDACO PD DI FIRENZE
Il leader leghista indica la prossima battaglia. Berlusconi: «Draghi prenda decisioni giuste»
C ontinuano le inattese convergenze su temi concreti tra due "alleati per forza" come il Pd e la Lega. Dopo la consonanza con Matteo Salvini espressa, non senza suscitare malumori nel suo partito, dal pres idente dem dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (sulle riaperture serali dei ristoranti) ieri è stato il segretario del Carroccio a ricambiare, salutando con favore la proposta, lanciata dal sindaco di Firenze Dario Nardella, di una «moratoria» al Codice degli appalti. Nardella, in un'intervista, ha lanciato «un grido d'allarme: con queste norme noi le opere non le faremo, per realizzare un'opera da 25 milioni occorrono dieci anni». Di qui l'idea di applicare solo le leggi europee. «Bene, avanti con il modello Genova», esulta il leader della Lega, che oltre a portare avanti uno dei suoi cavalli di battaglia, vede nel ragionamento di Nardella - già molto vicino a Matteo Renzi e ora nell'ala dem di "Base riformista" guidata da Lorenzo Guerini - l'occasione per allargare le crepe dentro il Pd, dove un gruppo di sindaci, tra cui proprio Nardella, sta andando in pressing sul segretario Nicola Zingaretti in vista del futuro possibile congresso. A spegnere gli entusiasmi ci pensa il titolare del Lavoro e vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, che, pur «evitando ogni polemica» con Salvini, rimarca: «Il Pd non chiede di cancellare il Codice degli Appalti, cosa peraltro impossibile essendo in larga parte il recepimento di direttive europee», bensì «lavora per semplificare le procedure, per ridurre il numero delle stazioni appaltanti, per superare la burocrazia difensiva». E poi il colpo di fioretto: «Non è sacrificando i diritti dei lavoratori, riducendo la concorrenza e esponendosi al rischio di infiltrazioni che si fa ripartire il Paese». Parole ribadite anche dal primo cittadino di Pesaro e coordinatore dei sindaci del Pd, Matteo Ricci e dalla deputata Chiara Braga che definisce «stravaganti» le parole di chi vuole "cancellare" il codice. Anche il presidente dell'Autorità anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, pur non difendendo «ad oltranza» il codice dice che non lo si può sospendere, «perché si andrebbe contro le regole Ue». La «chiave di volta» sarebbe «consentire, grazie a digitalizzazione, velocità e controllabilità». Per Osvaldo Napoli, deputato di Cambiamo!, il codice va invece «congelato, in attesa di riscriverlo più snello e con meno paletti come è il Codice europeo. Dispiace vedere che anche sul Codice degli appalti il Pd trovi il modo di dividersi». Anna Maria Bernini, capogruppo di Fi in Senato, sceglie la linea del dialogo e invita alla calma: «Le polemiche nella maggioranza sul Codice degli appalti sono inopportune e intempestive». Per il partito di Silvio Berlusconi bisogna concentrarsi nel rilancio dei cantieri, per creare ricchezza e occupazione. «Dobbiamo sperare che questo governo possa essere in grado di prendere decisioni non solo giuste, ma anche in tempi rapidi», ha detto il Cav ieri, incontrando via Zoom i sottosegretari "azzurri". Il leader di Fi ha anche sottolineato la necessità, per dare fiato all'economia, che non cia sia un nuovo lockdown generalizzato. «Bisogna fare di tutto per evitarlo. Oltre a rappresentare un grave danno per le persone, avrebbe conseguenze drammatiche sul sistema economico che è già in grave difficoltà».

Foto: Silvio Berlusconi ieri in videoconferenza coi sottosegretari di Fi.