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23/06/2019

Salvini «sostituisce» Di Maio e invita i sindacati al Viminale

Il Manifesto - MASSIMO FRANCHI

IL VICEPREMIER REPLICA AL LEADER CGIL
Finora il vicepremier leghista - in continuità con Renzi - aveva ignorato i «confederali». Ora promette un incontro a luglio. Ma su «tassa piatta» e autonomia posizioni agli antipodi
II «Entro luglio inviterò i sindacati al Viminale, con altri rappresentanti del lavoro, del commercio, dell'impresa e dell'agricoltura per confrontarci e ragionare insieme sulla prossima manovra economica». Firmato: Matteo Salvini. Al netto della impropria convocazione da parte di un ministro dell'Interno - e quindi non economico - per parlare della prossima legge di bilancio e del fatto che il confronto è assai allargato, il messaggio del vicepremier e leader leghista è già una piccola svolta. SALVINI ERA STATO CITATO e criticato in tutte le manifestazioni della lunga mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil dal 9 febbraio di piazza San Giovanni a ieri. Mai aveva risposto, mai aveva legittimato la protesta sindacale. Quasi in continuità con la rottamazione renziana, il leader leghista snobbava completamente le invettive di Landini, Furlan e Barbagallo, appoggiandosi invece al sindacato Ugl che - grazie al mentore di Quota 100 Claudio Durigon - è passato dalla nascita missina ad un presente leghista. L'unica reazione di Salvini è stata la querela per diffamazione - promessa e in dirittura di arrivo - contro il giovane segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra, reo di aver paragonato l'emendamento leghista al decreto Sbloccacantieri che annullava il Codice degli appalti per due anni un «regalo alle mafie e all'illegalità». LA DICHIARAZIONE di Salvini dunque viene considerata un fatto positivo da Cgil, Cisl e Uil. Che rimangono invece critici e scettici sulla possibilità di trovare un accordo con il governo sulla legge di bilancio. Se Salvini si dice «sicuro che in un anno questo governo abbia fatto di più rispetto ai governi di sinistra che ci hanno preceduto per lavoratori e precari», è l'impegno che ne consegue a rendere l'incontro - se mai si terrà - già in salita in partenza: «Con la flat tax per famiglie, lavoratori e imprese faremo ancora di più». La flat tax - o «tassa piatta», come la chiama da tempo Landini - è considerata dai sindacati «inaccettabile» perché «favorisce i ricchi e va contro la tassazione progressiva prevista dalla nostra costituzione». Anche l'argomento dell'estensione delle detrazioni e deduzioni fiscali non fa breccia nei sindacati che chiedono da anni «una vera e complessiva riforma fiscale che favorisca lavoratori dipendenti e pensionati che assieme pagano più dell'80 per cento dell'intera Irpef». Ieri poi dal palco di Reggio Calabria l'oggetto degli strali più affilati del segretario generale della Cgil è stato sicuramente il progetto di «autonomia differenziata» che penalizzerebbe il Sud. «Manderò a Landini, che evidentemente non la conosce, una copia della proposta sull'autonomia che finalmente porterà merito e responsabilità anche ai politici del Sud», ha concluso la sua dichiarazione Matteo Salvini. Ma Cgil, Cisl e Uil sono da mesi sulle barricate per impedire la riforma costituzionale appoggiando fin dall'inizio la battaglia del professor Gianfranco Viesti, più volte invitato dalla Cgil ad illustrare quella che lui per primo ha definito «la secessione dei ricchi». IL GOVERNO INTANTO SI PREPARA al consiglio dei ministri di mercoledì, decisivo per evitare la procedura d'infrazione europea. Ieri il premier Giuseppe Conte ha ribadito come stia «lavorando con costanza, anche con il ministro Tria, per evitare una procedura di infrazione che farebbe male all'Italia. Nonostante la situazione sia davvero molto complicata, sono molto determinato e resto fiducioso che, grazie a un approccio costruttivo da parte di tutte le parti, si possa arrivare a una soluzione positiva nel reciproco interesse. Perché l'interesse dell'Italia è l'interesse dell'Europa», spiega Conte. Più ottimista il vicepremier Luigi Di Maio, secondo cui il governo sta già lavorando alla prossima legge di Bilancio «anche affrontando la procedura di infrazione e le trattative sulla flessibilità che verrà concessa per abbassare il cuneo fiscale», ha spiegato in un videomessaggio al Festival del Lavoro promosso dai consulenti del lavoro. «Spero al prossimo vostro evento che si possa finalmente festeggiare un primo abbassamento del cuneo fiscale strutturale e per tutti», «il mio obiettivo da ministro nei prossimi mesi». Intanto spunta un piano per cambiare nuovamente le tasse sulla casa. Una proposta di legge della Lega punta alla fusione in un unico tributo di Imu e Tasi con effetto «neutro» sia per chi possiede seconde e terze abitazioni sia per i sindaci che incassano l'imposta, che andrà dal 7,6 per mille a un massimo del 10,6 per mille.

Mercoledì Cdm decisivo per tentare di evitare la procedura d'infrazione della Ue. Di Maio ottimista