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18/06/2020

Salvini: «Porto a Roma il modello Vicenza»

Il Giornale di Vicenza

LA TAPPA A SANTA CORONA. Il leader della Lega ha tenuto una conferenza stampa facendo i complimenti all'amministrazione: poi all'esterno il classico rito dei selfie
Il plauso al Comune per la gestione di materne e asili: «Se il ministro verrà a far visita a questa città capirà come si riaprono le scuole»
Quando Matteo Salvini inizia a parlare di "modello Vicenza da portare a Roma" la mente corre in automatico verso il mondo produttivo. E invece no. Stavolta il leader della Lega, che ieri mattina ha fatto tappa ai chiostri di Santa Corona, si riferisce a un'altra cosa: «Mi porto a Roma il modello Vicenza e mi riferisco in particolare alla scuola, che è uno dei temi più ignorati dal governo, con uno dei ministri più incapaci del governo». Alla ministra Lucia Azzolina saranno fischiate le orecchie. In materia, secondo Salvini, ha combinato un mezzo disastro. Tutto il contrario di Vicenza, visto che «qui asili nido e scuole materne sono già riaperte da tempo». Le materne sì, i nidi in realtà riapriranno lunedì. «Inviterò il ministro, anche a nome del sindaco Rucco, a visitare le scuole della città. Così capisce come si può far tornare i bambini in classe senza i loculi di plexiglas». E poi ribadisce: «Se al posto di Azzolina ci fosse l'assessore di Vicenza probabilmente sarebbe molto meglio per tutti». L'assessore è la leghista Cristina Tolio che, poco prima, ha incontrato Salvini a porte chiuse con alcuni genitori. Salvini ha parlato anche con il sindacato della polizia penitenziaria, ha ascoltato il nuovo sindaco di Breganze Manuel Xausa e poi è corso in un'azienda di Creazzo. Il messaggio è chiaro: mentre c'è chi (il governo) perde tempo in chiacchiere a villa Doria Pamphilj, c'è qualcun altro (lui) che va nei territori, incontra i lavoratori, gli imprenditori, si fa raccontare i problemi. Ed è questa la narrazione della due giorni passati tra Lombardia e Veneto. A Vicenza condivide il palco con il commissario veneto Lorenzo Fontana e il provinciale Matteo Celebron, ma il protagonista è lui: «Gli imprenditori chiedono che venga cambiato il codice degli appalti, di intervenire sui pagamenti della cassa integrazione e sui soldi promessi dalle banche che mai sono arrivati. Da subito ricominceremo la nostra battaglia in parlamento». Proposte che torneranno buone se un giorno, che Salvini si augura vicino, la Lega dovesse tornare al governo. Stavolta con gli altri partiti del centrodestra. Ma in Veneto, dove ci sono le regionali, l'alleanza non ha l'ufficialità. Salvini esclude la corsa in solitaria della Lega? «Sono autonomista: la scelta in Veneto sarà presa dai veneti. Io sono sempre per l'unità». Unità che, pare, ci sarà solo se gli alleati sottoscriveranno il patto sull'autonomia. «La richiesta dell'autonomia è stata vidimata da milioni di veneti. Quindi è ragionevole che Zaia dica "chi mi sostiene deve esserne convintamente a favore", qui e a Roma. Se andiamo al governo non voglio ricominciare con i balletti». Si è parlato di una contrapposizione tra i due ma Salvini anticipa: «Zaia è amato e invidiato. È uno dei migliori governatori italiani, se non il migliore. Qui non serve campagna elettorale: parlano i fatti. Sta lavorando e continuerà a farlo, con il mio pieno sostegno. Più è stimato lui più sono contento». All'uscita il rito dei selfie: impossibile rispettare la distanza ma il Leone di San Marco sulla sua mascherina tiene lontano il virus. E vicini i veneti. © RIPRODUZIONE RISERVATA