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09/07/2020

Salvini lancia l’allarme mafia: città a rischio

QN - La Nazione

di Paola Fichera FIRENZE «Mandare la Fiorentina a giocare a Campi Bisenzio mi sembra una scelta quantomeno bizzarra: secondo me superando la burocrazia della Sovrintendenza avere il nuovo 'Franchi' è l'unica soluzione realistica». E' un Matteo Salvini in forma smagliante che ieri, in campagna elettorale per le Regionali ha fatto tappa a Firenze insieme alla candidata governatrice per il centrodestra, l'europarlamentare Susanna Ceccardi. Tanto che trova anche il tempo per dire la sua sullo stadio della Fiorentina. «Da sportivo e da tifoso ho incontrato più di una persona che si occupa di Fiorentina e di calcio a Firenze e mi domando come fra Comune e Regione non siano ancora riusciti a trovare un'ubicazione». E se qualcuno gli ricorda che anche Renzi è sulla stessa linea replica pronto: «Ogni tanto anche Renzi dirà qualcosa di giusto, capita a tutti. La differenza però è che Renzi questa città l'ha amministrata, la Lega a Firenze non ha mai amministrato neanche un condominio». Ieri Salvini e Ceccardi hanno incontrato prima il consiglio direttivo della Confcommercio di Firenze, con il presidente Aldo Cursano, il direttore Franco Marinoni e i responsabili di tutte le categorie economiche e tutte le delegazioni territoriali e poi hanno concluso la giornata fiorentina con una visita a La Nazione dove hanno incontrato la direttrice Agnese Pini (sulle nostre edizioni www.lanazione.it e www.lanazione.it/firenze e sui profili de La Nazione Facebook e Twitter). «A me non spaventano le stime sul Pil - ha subito attaccato il Capitano - a me spaventa un governo fermo, litigioso, inconcludente che ha promesso la cassa integrazione che non arriva, che ha promesso soldi alle banche che non arrivano e che non ha il coraggio di azzerare la burocrazia e il codice degli appalti. Se siamo ultimi dopo la Grecia evidentemente un motivo ci sarà». Nessun rimorso quindi per aver fatto saltare il banco del governo un anno fa bevendo un mohito al Papeete sulla costa romagnola. «Visto tutto quello che Pd e Cinque Stelle non stanno facendo, rifarei tutto da capo». E nessuna intenzione anche di dare una spallata al governo Conte. «Non sarà la Lega a far cadere questo governo - ripete Salvini - saranno gli italiani davanti a tutte le promesse non mantenute». Salvini non teme un rischio di rivolta sociale a settembre: «I sindaci della Lega - assicura d'altronde - sono al lavoro per fare quello che non fa lo Stato. Certo in tante città turistiche della Toscana, Firenze più di tutte, l'allarme mafia, camorra e 'ndrangheta è dietro l'angolo, perché se un imprenditore o un commerciante i soldi non li ottiene dallo Stato o dalle banche il rischio è che buona parte dei negozi, dei bar, dei ristoranti, degli alberghi, delle aziende vengano rilevate dalla malavita. lo - ha aggiunto - combatto con tutte le mie forze, però se lo Stato non fa il suo dovere, se le banche non fanno il loro dovere il rischio mafia anche in Toscana c'è». Ma il Capitano ha molto da dire anche sul decreto semplificazione: «È l'ennesima bufala: dopo la cassa integrazione che non arriva, i soldi delle banche che non arrivano, la presunta semplificazione». «L'unico modo per accelerare è il modello Genova: velocità, semplicità, taglio della burocrazia, taglio dei tempi, dei costi. In un anno a Genova hanno costruito un ponte nuovo, senza una tangente, senza un incidente, senza un giorno di ritardo. Se il Governo non azzera il codice degli appalti e non adotta il modello Genova per tutta Italia non si va da nessuna parte». © RIPRODUZIONE RISERVATA