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30/04/2020

Salvini: «Governo in mano ai sindacati E l’Europa ora chieda i danni alla Cina»

La Provincia Pavese - andrea malaguti

Per il leader leghista l'esecutivo è sbilanciato a sinistra. Ironia sulla Fase 2: mi sembra ancora la 1, vedo solo confusione
l'intervistaandrea malagutiEuropeista, macroniano, tifoso della Bce e delle ricette belghe e tedesche. Per ritrovare la sua dimensione in Italia, Matteo Salvini si aggrappa a quella che lui stesso chiama la «comunità dei popoli del vecchio continente». E in questa intervista al nostro giornale smonta la confusa fase due annunciata da Giuseppe Conte e benedetta da Vittorio Colao e attacca un governo trasformatosi secondo lui in una succursale della Cgil. «Abbiamo bisogno di pensiero liberale», dice, incurante di finire sul letto di tortura delle sue stesse contraddizioni. Ma forse è questo l'unico modo che ha per rialzarsi in piedi. Una svolta temporanea, da archiviare probabilmente assieme al virus.Senatore, il primo maggio violate la legge e scendete in piazza?«No. Il primo maggio saremo operativi, ma non in piazza. Faremo valere la voce di chi non è stato ascoltato. La nostra pazienza si è esaurita».Che cosa significa?«Lo vedrete oggi».Non sembra rassicurante.«Rassicurantissimo. Avremo rispetto delle norme e della prudenza. Ma daremo il via a un discorso che ha un filo conduttore molto preciso: la libertà. Di culto, di studio, di impresa, di movimento. Sa quanti moduli di autocertificazione hanno stampato gli italiani?».No.«Undici milioni. Figuriamoci se mi devo anche mettere a scrivere se ho una relazione stabile o burrascosa per andare a trovare qualcuno».Ribellione.«Rivendicazione dei propri diritti fondamentali, assieme alla presentazione di un piano di ricostruzione nazionale che offriamo al governo. Via la burocrazia, via il codice degli appalti, via le pendenze edilizie. Dall'opposizione non possiamo imporci. Ma possiamo fare pressioni, per fermare la tirannia della Cgil».La tirannia della Cgil?«Esatto. Questo governo sbilanciato a sinistra ha un problema di mentalità. La Cgil blocca tutto: i voucher, il saldo e stralcio, il condono fiscale, il nuovo codice degli appalti. Non ce l'ho con loro, ma con chi glielo lascia fare».Cosa pensa della fase due annunciata da Conte?«Ha annunciato la fase due? A me continua a sembrare la uno. Servono certezze, ma qui c'è solo confusione. Siamo di fronte all'incomprensibile. Negozi, scuole, bar, parrucchieri, ristoranti, operatori del turismo. Gli altri paesi non fanno come noi. Sono tutti pazzi e noi i più furbi?».Germania e Francia ieri hanno fatto retromarcia sull'allentamento del lockdown. Se il contagio riparte diventa incontrollabile. Su questo Conte ha ragione. «A Berlino i concessionari di automobili sono al lavoro e le scuole riaprono per gli studenti dell'ultimo anno. Non fanno l'Oktober Fest, ma restituiscono un po' di respiro ovunque possibile. Dal 4 maggio in Germania si andrà a messa. Qui no».Sul tema, Papa Francesco è più prudente di lei. «Mi limito a osservare che anche i vescovi dicono quello che io sostengo in solitudine da tempo. Corpo e anima, per chi ci crede, vanno curate allo stesso modo. Ma la priorità oggi è il lavoro». Il governo ha varato una manovra monstre.«Io sono come San Tommaso. Prima vedo e poi credo. Al momento, a parte i seicento euro, qui non è arrivato niente. C'è gente che aspetta la cassa integrazione da due mesi. In compenso è arrivata la scarcerazione per i camorristi e i mafiosi salvati dal coronavirus».È la legge, senatore.«Allora la cambino. Subito. È il tempo delle scelte. Guardi Macron».Lei cita Macron?«Esatto. Non sono un suo tifoso, ma almeno ha avuto la forza di non farsi schiacciare dalle idee dei comitati scientifici. Ha ascoltato gli esperti e poi si è comportato come deve fare politico. Si è preso le proprie responsabilità. Non davanti alla tv, in parlamento. Bisogna tornare a lavorare».Anche a costo di qualche vita?«Bisogna usare la testa. Io temo enormi problemi sociali. Non sono un disfattista. Ma conosco i problemi reali delle persone. La Francia con i suoi cassintegrati lo ha fatto. Non sa quanto mi secca dare ragione ai cugini».Sentito Berlusconi? Il sovranismo è responsabile di molti mali in Europa.«Dopo Renzi è arrivato anche lui. Certo, i mali del mondo, le piogge acide e la maleducazione diffusa dipendono dai sovranisti. Peccato che i sovranisti non siano al governo quasi da nessuna parte. Né in Spagna, né in Francia, né in Belgio, né in Italia. Sono affermazioni risibili». Senatore, la commissione Colao ha fallito?«Non posso dare un giudizio, perché non ne ho notizia. Spero che dietro questa supposta fase due non sia il frutto del loro lavoro. È vaga, incerta e indecisa. In compenso sospende la democrazia». Di soldi ne ha messi molti l'Europa. L'ha rivalutata?«Io sottoscrivo quello che dicono Cottarelli e Moavero. Ricorrere al Mes servirebbe solo a dire ai mercati che siamo in difficoltà. La mia idea è che la Bce dovrebbe stampare moneta. E acquistare titoli illimitatamente. Ricorda Draghi?».Ricordo che la Bce compra 200 miliardi di titoli italiani. «Potrebbe raddoppiare». Non le interessano l'esplosione di debito e inflazione?«Mi interessa che non esploda l'Italia. E le dico di più: un paese distrutto non rende i prestiti. Uno paese in piedi sì. A meno che, per qualcuno, la soluzione non sia vendere le nostre infrastrutture alla Cina». Qualcuno chi?«C'è aria. Se davvero l'Europa è un'unione di popoli, dovrebbe mettersi assieme per chiedere soldi a Pechino. Sappiamo tutti da dove è partito il virus». Unione di popoli? Macroniano, europeista e parlamentarista, bella trasformazione per lei.«In Europa ci siamo dal '79. E io sono realista. L'Europa ha l'ultima occasione per cambiare. Persino lo Spiegel ha scritto ieri: basta con l'odio anti-italiano. Vedo arrivare un po' di luce».Senatore, sta cambiando musica perché i sondaggi la danno in calo?«Ma si figuri. Guardo poco ai sondaggi in tempi normali, lo faccio ancora meno di fronte a 300 morti al giorno. Però è chiaro che se da due mesi la vita è sospesa e il governo invade le televisioni è difficile trovare spazio. Noi siamo abituati a fare politica nelle fabbriche, nelle scuole e nei mercati, ovvio che qualcosa paghiamo. Ma lei lo sa nei sondaggi chi è il governatore più amato d'Europa?».Zaia.«Lui. Leghista».Le fa ombra?«Magari ce ne fossero tanti come lui».Ne vuole tanti anche come Giorgetti?«Abbiamo parlato per un'ora ieri pomeriggio. Gli articoli che raccontano liti tra di noi mi sembrano cronache marziane. Dopo il settimo ho cominciato a riderci su». --© RIPRODUZIONE RISERVATA