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03/03/2021

Salvini: «Cancelliamo il Codice degli appalti» Scontro tra Lega e Pd Orlando: «Semplificare, non rimuovere»

Il Secolo XIX - Alessandro Di Matteo

il casoAlessandro Di Matteo / romaUn altro scontro Pd-Lega, stavolta sugli appalti, dopo la polemica sui vaccini. Anche se, in questo caso, la discussione attraversa anche i democratici. La sospensione del codice degli appalti è uno dei cavalli di battaglia di Matteo Salvini, e il leader della Lega ieri ha subito colto l'occasione quando ha letto le dichiarazioni del sindaco di Firenze Dario Nardella, Pd. «Voglio lanciare un grido d'allarme - ha detto Nardella al Corriere della Sera - con queste norme noi le opere non le faremo. Per realizzare un'opera da 25 milioni con il codice degli appalti in Italia occorrono dieci anni». Il premier Mario Draghi, durante il discorso per la fiducia in Parlamento, parlando di appalti aveva definito «centrale il ruolo dell'Anac», aggiungendo che «la semplificazione avrebbe una funzione anti-corruttiva». Una formula volutamente ampia, che la Lega e Fi, usano appunto per chiedere di sospendere e rivedere il codice. Dice Salvini: «Anche il Pd, col sindaco di Firenze, chiede di cancellare il codice degli appalti per aprire i cantieri. Bene, avanti col modello Genova». Ovviamente il leader della Lega sa bene che questa non è la posizione ufficiale del partito, ma proprio per questo non ha voluto perdere l'occasione di creare scompiglio in casa democratica. Anzi, Salvini fa filtrare che su questo - e su altri temi scottanti - è pronto a rilanciare: «Ha già altre battaglie in agenda», dicono fonti della Lega. «Ha chiesto un incontro con il presidente del Consiglio e il ministro dell'Interno per discutere di immigrazione, anche alla luce dell'indagine sulla Mare Jonio».Subito arriva lo stop di Andrea Orlando: «Vorrei dire al senatore Salvini, evitando ogni polemica, che il Pd non chiede di cancellare il Codice degli Appalti, cosa peraltro impossibile essendo in larga parte il recepimento di direttive europee. Il Pd, come ha fatto in questi mesi, lavora per semplificare le procedure, per ridurre il numero delle stazioni appaltanti, per superare la burocrazia difensiva». I dem, continua Orlando, sono «contro la logica del massimo ribasso e del subappalto indiscriminato», ma «non è sacrificando i diritti dei lavoratori, riducendo la concorrenza e esponendosi al rischio di infiltrazioni che si fa ripartire il Paese». E anche il capogruppo ed ex ministro Graziano Delrio chiarisce: «I dati dicono che dalla entrata in vigore del Codice degli appalti si sono aperti più cantieri. Ragioniamo sui dati e non su posizioni ideologiche».--© RIPRODUZIONE RISERVATA