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06/07/2019

Salvini: «Altri 40 agenti alla frontiera, ma pronti anche con droni e muri»

Il Gazzettino

Il ministro annuncia l'invio di rinforzi ai confini sia di Tarvisio che di Rabujese
CONFINI BLINDATI
dal nostro inviato
TRIESTE Ieri mattina, tra gli arbusti bassi e le pietre del Carso, 16 migranti hanno messo piede in territorio italiano. Sono stati fermati dopo pochi passi dalla polizia, e 15 di loro saranno rimandati in Slovenia, da dov'erano arrivati. Un assist, politicamente parlando, che ha reso ancora più facile il lavoro che attendeva il vicepremier Matteo Salvini a Trieste.
Poche ore dopo, al suo arrivo in piazza Unità, con le pattuglie della Guardia di finanza a proteggere la città dal mare, l'assist è stato capitalizzato. «Lungo il confine tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia - ha annunciato Salvini - manderemo a breve altri 40 uomini, tra polizia di Stato, di frontiera e personale che fa parte dell'operazione Strade sicure, quindi facente parte dell'Esercito». Rinforzi, quindi, per una progressiva militarizzazione di una frontiera che dal 2004 - anno dell'entrata della Slovenia nell'area Schengen - di fatto non esiste più.
LE MISURE
Ma la ripresa dei flussi di migranti lungo la rotta balcanica (centinaia gli arrivi in pochi mesi) ha fatto sì che dal 1 luglio siano stati inaugurati i pattugliamenti misti (polizia italiana e slovena nelle stesse auto) e dopo le parole pronunciate ieri da Salvini a Trieste si assisterà a un nuovo salto di qualità nella protezione della frontiera. I quaranta uomini saranno dislocati da Tarvisio, dove l'Italia incontra sia la Slovenia che l'Austria, a Rabujese, a pochi chilometri da Trieste. Serviranno ad evitare la terza tappa dell'escalation, cioè l'impiego di mezzi tecnologici (droni e telecamere in grado di rilevare le fonti di calore) per controllare il confine oppure la misura più drastica, cioè la realizzazione di una (costosa) barriera fisica che riporterebbe ai tempi della cortina di ferro la frontiera orientale italiana. «Non vogliamo arrivarci - ha detto Salvini di fronte al presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga -, ma se sarà necessario non ci tireremo indietro. Abbiamo sigillato i confini marittimi, ora sigilliamo quelli terrestri. Una sospensione del trattato di Schengen? È un'altra misura al vaglio, ma anche in questo caso ci auguriamo di non doverla mai adottare».
Il vicepremier ha promesso di ridurre del 50 per cento la presenza di migranti in Fvg (oggi ce ne sono 3.800) e ha parlato di colloqui costanti con gli omologhi politici di Slovenia e Croazia, a cui ha chiesto di «aumentare la quantità delle forze in campo per i pattugliamenti misti». Con le controparti delle due repubbliche che un tempo facevano parte della Jugoslavia, però, non si è parlato di muri. È troppo presto e ci sarebbe il rischio di incrinare rapporti diplomatici ormai radicati. «All'Unione europea - ha invece informato Salvini - chiederemo di potenziare la missione Frontex per la protezione delle frontiere esterne, e di avvicinarla al confine tra Croazia e Bosnia».
GLI ACCORDI
Salvini ieri era a Trieste per la firma di tre accordi. Il primo, il più importante, riguardava la compravendita tra il governo ungherese e i soggetti privati Teseco e Seastock per la cessione al governo magiaro di un'area di 320mila metri quadri che diventerà un terminal logistico strategico nei rapporti commerciali tra i due Paesi. Ai 30 milioni già investiti per l'acquisto della zona costiera (300 metri di banchina) si aggiungeranno altri 100 milioni di investimenti infrastrutturali. La presenza del ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto, è stata l'occasione per rinsaldare una volta di più l'asse sovranista. Duro l'intervento del rappresentante del governo di Budapest: «L'Italia non può essere riempita di clandestini, le frontiere devono essere difese. Siamo rimasti basiti di fronte a chi ha attaccato chi ha difeso i confini dell'Ue». L'accordo sul porto di Trieste è stato completato dal protocollo per la prevenzione e la repressione dei tentativi di infiltrazione mafiosa e della corruzione nel settore degli appalti e delle concessioni pubbliche. Siglato anche il protocollo per il rimpatrio volontario dei migranti che vorranno essere guidati verso un ritorno nei Paesi d'origine.
LA CONTESTAZIONE
Il vicepremier Salvini è stato contestato in piazza Unità da una ventina di rappresentanti del fronte antifascista e antirazzista. La tensione è rimasta sotto il livello di guardia. In piazza della Borsa, nel cuore della città, nel pomeriggio si è assistito a una sfilata di protesta composta da circa 200 persone. A Rabujese, proprio al confine con la Slovenia, la manifestazione (100 persone presenti) del Pd e dei sindacati.
Marco Agrusti
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