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06/10/2020

Salone del Libro, l’ex sindaco Fassino rinviato a giudizio

Corriere della Sera - Lorenzetti

processo l'accusa per lui, parigi e picchioni è di turbativa d'asta
C'è anche l'ex sindaco di Torino, Piero Fassino tra i 17 imputati che a maggio 2021 andranno a processo nell'inchiesta riguardante la gestione dell'organizzazione del Salone del Libro. L'attuale deputato Pd dovrà difendersi dall'accusa di turbativa d'asta per il bando di gara relativo all'organizzazione del Salone del Libro nel triennio 2016-2018. Imputazione che condivide con Parigi e Picchioni. a pagina 6

L' anno spartiacque è il 2015. I conti della Fondazione del Libro sono in profondo rosso. Rolando Picchioni, da dieci anni patron de lla kermesse libraria, lascia l'incarico di presidente e al suo posto viene nominata Giovanna Milella. Sono tempi complicati in cui si lavora per tentare di salvare una fiera sull'orlo del fallimento, ma che è fiore all'occhiello della città. In quei mesi, però, la Procura di Torino inizia a indagare e a scavare nella storia di una manifestazione che sembra nascondere segreti, dissapori e presunti illeciti.

Picchioni è il primo a finire sotto accusa: il pm Gianfranco Colace lo indaga per peculato. L'inchiesta si chiude quattro anni dopo e accanto al nome dell'ex patron ne compaiono altri 28. Nomi eccellenti, come quelli dell'ex sindaco Piero Fassino (oggi deputato del Pd), dell'ex assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi, di Giovanna Milella e - in quella fase investigativa - anche di Michele Coppola, ex assessore regionale alla Cultura chiamato in causa come direttore del settore Cultura di Intesa Sanpaolo (per quest'ultimo è stata chiesta l'archiviazione). Nei guai finiscono anche Faure Regis, direttore generale di Gl Events Italia, e Roberto Fantino, direttore commerciale marketing di Lingotto Fiere. Tra i reati contestati ci sono la turbativa d'asta e il falso in bilancio.


Ieri si è chiusa l'udienza preliminare e il dispositivo pronunciato dal gup Ersilia Palmieri nell'aula bunker delle Vallette (scelta dettata dalla necessita di garantire il distanziamento sociale) ridisegna in parte l'impianto accusatorio della Procura: su 26 imputati, 17 andranno a dibattimento. Tra coloro che affronteranno l'aula - dal 17 maggio 2021 - c'è Fassino. Il deputato Pd dovrà difendersi dall'accusa di turbativa d'asta per il bando di gara relativo all'organizzazione del Salone del Libro nel triennio 2016-2018. Imputazione che condivide con Parigi e Picchioni. Stando alle carte dell'inchiesta, la Fondazione stipulò il 30 marzo del 2015 un contratto di locazione per le sale del Lingotto del valore di 1 milione e 160 mila euro annuo. Poi venne predisposto un bando ad hoc che blindasse Gl. Tra le clausole c'erano la scelta del Lingotto Fiere «come unica ed esclusiva sede di svolgimento del Salone» e l'obbligo dei concorrenti di rivolgersi ai fornitori ufficiali del Lingotto o a fornitori strettamente legati da rapporti commerciali con Gl. Per questa vicenda Faure e Fantino avevano già patteggiato 1 anno e 4 mesi. Fassino dovrà rispondere di turbativa anche in relazione ai bandi predisposti nel marzo 2016 per garantire a Intesa Sanpaolo l'ingresso tra i soci fondatori della Fondazione e una sponsorizzazione esclusiva del Salone. Allo stesso tempo, l'ex sindaco, Parigi e Milella sono stati prosciolti per l'affidamento diretto a Gl dell'organizzazione della kermesse per il 2015. Milella non dovrà rispondere neanche della turbativa per il bando triennale.


Altro big a processo è Picchioni, accusato di peculato, turbativa d'asta e falso in bilancio. Stando alle indagini, tra il 2010 e il 2015 l'ex patron avrebbe usato a fini personali 857 mila euro. Soldi pubblici, erogati dai soci fondatori, che sarebbero stati usati per viaggi, alberghi, cioccolatini, bottiglie di vino e regalie di ogni genere distribuite in maniera generosa.


«A tutela della mia onorabilità - ha commentato Picchioni -, il peculato addebitatomi riguarda spese per il Salone e per la Fondazione e non per appropriazioni personali. Spese che a dibattimento saprò documentare fino all'ultimo scontrino». Infine, le accuse di falso in bilancio. In questo capitolo trova spazio la querelle sul valore del marchio: valutato 1 milione e 800 mila euro (stima mendace, perché calcolata su criteri sbagliati secondo il pm) e inserito a bilancio così da risanare magicamente i conti. Il gup ha dichiarato prescritti i capi di imputazione relativi al 2010 e 2011, prosciogliendo i relati vi indagati.


Simona Lorenzetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi sono

Rolando Picchioni,
ex patron
del Salone
del Libro

Antonella Parigi,
ex assessore regionale
alla Cultura


Foto:

Simbolo Dopo quattro anni si sono chiuse le indagine sul Salone del Libro di Torino, ieri si è chiusa l'udienza preliminare e su 26 imputati sono 17 quelli che andranno a giudizio

dem Piero Fassino, 70 anni, sindaco dal 2011 al 2016