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05/10/2018

Salini e pronta a salvare Astaldi per creare un colosso da 9 miliardi

La Verita' - CHIARA MERICO

INFRASTRUTTURE SGONFIE
II matrimonio non porrebbe problemi di Antitrust: assieme le due aziende valgono il 5% del mercato italiano. Tutto il resto è export. Per gli analisti è più facile che il gruppo romano rilevi le quote dei progetti
• Quello tra Astaldi e Salini Impregilo è un matrimonio che s'ha da fare? È questa la domanda che nelle ultime ore sta tenendo banco tra gli operatori di mercato, all'indomani della notizia dell'avvio della procedura di concordato preventivo in continuità per il gruppo Astaldi. Tra le ipotesi per il futuro del gruppo sta infatti prendendo sempre più corpo quella dell'acquisizione da parte del concorrente Salini-Impregilo. Ad avvalorarla è stata la stessa azienda romana in una nota diffusa nella serata di mercoledì, in cui, pur precisando che «a oggi non è stata assunta alcuna determinazione in merito», si fa sapere di valutare «continuamente ogni opportunità di crescita» e di seguire «con attenzione le evoluzioni riguardanti società operanti nel settore delle costruzioni all'estero e in Italia», tra cui «anche il gruppo Astaldi». Dal matrimonio tra le due maggiori imprese di costruzioni in Italia nascerebbe un gigante da quasi nove miliardi di ricavi, che staccherebbe di diverse lunghezze i concorrenti: Salini Impregilo ha infatti chiuso il 2017 con un fatturato consolidato di 6,1 miliardi di euro, mentre Astaldi ha superato di poco i 3 miliardi. La terza in classifica, il gruppo Pizzarotti, segue a distanza con 1,16 miliardi di euro. Tuttavia, sia Salini che Astaldi realizzano la maggior parte delle loro attività all'estero: in Italia, infatti, lo scorso anno Salini Impregilo ha fatturato 500 milioni di euro, mentre Astaldi 743 milioni. Insieme i due gruppi arriverebbero a circa 1,2 miliardi di euro, pari ad appena Fi% del valore totale del mercato delle costruzioni in Italia e al 5% se si considera solo il mercato dei lavori pubblici. Per gli analisti finanziari la crisi di Astaldi potrebbe rappresentare un'opportunità di crescita per Salini Impregilo, anche se c'è scetticismo sul fatto che il generai contractor possa rilevare tutta la concorrente, soluzione che viene giudicata impegnativa sotto il profilo del debito. Più probabile invece l'ipotesi che Salini Impregilo rilevi le quote dei progetti italiani su cui entrambi i gruppi sono in campo: una soluzione che per Mediobanca «potrebbe avere senso». Gli analisti ricordano che Astaldi «dovrebbe avere un portafoglio ordini di circa 10 miliardi, con l'Italia che conta circa il 40%», per cui «un potenziale interesse in questi progetti sarebbe positivo», mentre un interesse «per l'intera Astaldi potrebbe mettere troppo in tensione il bilancio» del costruttore. «Il modello di business di Salini non include investimenti in progetti in concessione e si focalizza sull'attività di costruzione», sottolinea Banca Akros, secondo cui la situazione finanziaria di Salini è migliorata in seguito alla cessione della divisione Plants & Paving di Lane per 555 milioni di dollari, e l'attuale situazione «permetterebbe alla società di investire nel business delle costruzioni di Astaldi, magari 'senza debito", o di rilevare alcuni progetti». Per Fidentiis «la crisi di Astaldi potrebbe rappresentare un'opportunità di accelerare il processo di crescita di Salini sia in Italia che all'estero». L'interesse del gruppo potrebbe «in primo luogo riguardare i consorzi in cui è presente insieme ad Astaldi e nei quali, in caso di default, dovrebbe rilevarne le quote insieme agli altri partecipanti». Si tratta della linea 4 della metropolitana di Milano, dell'alta velocità VeronaPadova e Napoli-Bari e della linea ferroviaria PalermoCatania. Che il matrimonio si faccia o no, resta un dato di fatto: le aziende di costruzioni in Italia sono in forte difficoltà. Prima di Astaldi, a gennaio era stata Condotte a chiedere il concordato in bianco, mentre il gruppo cesenate di ingegneria del sottosuolo Trevi ha rinviato al 10 ottobre la riunione del cda sul piano di rafforzamento. In molti casi la crisi trova origine nella gestione delle opere pubbliche da parte dello Stato, a causa dei ritardi nei pagamenti e non solo. Provvedimenti come il decreto legge Genova, che esclude dai lavori di ricostruzione del ponte Morandi gli «operatori economici che abbiano alcuna partecipazione, diretta o indiretta, in società concessionarie di strade a pedaggio», tagliano fuori ad esempio quasi tutte le aziende del settore: non solo la Pavimentai del gruppo Atlantia ma le stesse Salini Impregilo, Astaldi, Cmc, Pizzarotti, Cmb, Itinera, Toto, che detengono tutte partecipazioni in concessionarie autostradali, in Italia 0 all'estero. Una maggiore lungimiranza, in questi casi, potrebbe essere d'aiuto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

FATTURATO CONSOLIDATO 2017

6.107

milioni di euro

milioni di euro

IN ITALIA 500 milioni

IN ITALIA

743 milioni

I GRANDI GRUPPI EUROPEI (fatturato miliardi di euro)

LA GRADUATORIA DEL FATTURATO IN ITALIA

del valore delle costruzioni in Italia

Saiini-Astaidi

1,2 miliardi

'"ì* ì

Cmb

480 milioni

se consideriamo solo il mercato dei lavori pubblici

VINCI

ACS

BOUYGUES SKANSKA

Cmc

475 milioni

(Francia) (Spagna) (Francia) (Svezia)

Verità

3.060

ASTALDi

1%

5%

• %

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