MENU
Chiudi
06/10/2018

«Sala non ha commesso reati»

QN - Il Giorno

di ANDREA GIANNI - MILANO - LA SCELTA di stralciare dal maxi-appalto per la Piastra dei Servizi di Expo la «fornitura» delle cosiddette «essenze arboree», ossia le piante per decorare il sito dell'Esposizione universale, non ha creato alcun «ingiusto vantaggio o danno per alcuno dei concorrenti». Lo ha messo nero su bianco il gup di Milano Giovanna Campanile che, accogliendo la richiesta dei sostituti pg Massimo Gaballo e Vincenzo Calia, ha archiviato l'accusa di turbativa d'asta sul maxi appalto per la Piastra dei Servizi di Expo che era stata contestata, tra gli altri, all'ex commissario unico per l'Esposizione universale e sindaco di Milano Giuseppe Sala. SI CHIUDE così - sette anni dopo la gara, che fu indetta il 20 novembre 2011 - uno dei capitoli del procedimento a carico degli ex manager Expo. Il primo cittadino, in un altro filone, è a processo per falso per la presunta retrodatazione di due verbali della commissione giudicatrice dell'appalto. È stato invece prosciolto dallo stesso gup dall'accusa di abuso d'ufficio, ma i pg hanno fatto ricorso in appello. L'archiviazione dalla turbativa d'asta, oltre a Sala, difeso da Salvatore Scuto e Stefano Nespor, riguarda l'ex manager di Ilspa Pierpaolo Perez, assistito dall'avvocato Giovanni Briola, l'ex dg Ilspa Antonio Rognoni e Carlo Chiesa, ex responsabile unico del procedimento Piastra. Lo «scorporo» della fornitura delle «essenze arboree», chiarisce il gup, «è stato utilizzato per rientrare nell'importo complessivo dell'appalto, che appariva inidoneo a coprire i costi dell'opera, senza che questo possa costituire in alcun modo turbativa, non derivando da questa operazione ingiusto vantaggio o danno per alcuno dei concorrenti». E «in assenza di discriminazione nei confronti di alcuno dei concorrenti», conclude il gup, non c'è reato. «Bene, è un peso di meno», commenta Giuseppe Sala. «Non è tutto completato - spiega - perché rimane ancora una parte sulla retrodatazione di un documento, però mi pare che stia emergendo un quadro generale di mia correttezza e che ho sempre agito per il bene pubblico. Sono molto contento - sottolinea - sono sempre stato molto sereno però alleggerirsi aiuta, anche perché faccio un lavoro che non è facilissimo». AL CENTRO dell'inchiesta l'assegnazione diretta alla Mantovani della fornitura di seimila alberi ed arbusti, parte del capitolo "verde" del maxi-appalto della Piastra. L'affidamento - secondo le accuse che sulla posizione di Sala non hanno retto nell'udienza preliminare - avrebbe avvantaggiato la società, alla quale fu riconosciuto un importo di 4,3 milioni di euro. L'accusa di turbativa d'asta archiviata dal gup consisterebbe «nell'aver mantenuto immodificato il prezzo a base di gara, nonostante lo stralcio della fornitura di essenze arboree». Un procedimento dall'iter travagliato, finito al centro dello scontro Bruti Liberati-Robledo al vertice della Procura, passato dalla richiesta di archiviazione respinta dal gip e dalla successiva avocazione dal fascicolo da parte della Procura generale guidata da Roberto Alfonso.

Richiedi una prova gratuita

Compila il form per ricevere gratis e senza impegno tutte le gare profilate per il tuo settore