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05/02/2020

Rupe, mancano 2,5 milioni Il sindaco: «Andrò a Roma»

QN - Il Resto del Carlino

CANOSSA di Francesca Chilloni Mancano due milioni e mezzo di euro per completare le opere di consolidamento e messa in sicurezza della Rupe sotto il castello di Canossa e delle relative infrastrutture di servizio. «Ho intenzione di andare a breve a Roma per incontrare il ministro Paola De Micheli per chiedere quali intenzioni abbia il Governo. Abbiamo parlato informalmente durante la sua recente visita in Val d'Enza, ma adesso è necessario concretizzare», afferma il sindaco Luca Bolondi che sta portando avanti un Piano strategico di rilancio e sviluppo del territorio canossano che, attraverso una Fondazione pubblico-privato, coinvolgerà anche altri nove Comuni, associazioni ed imprenditori del territorio. «Il progetto della Rupe, anche grazie al finanziamento regionale di 260mila euro, è andato avanti. Abbiamo già investito 3 milioni, con la costruzione anche di un secondo parcheggio. Ma ora bisogna completare i lavori: ho un buon rapporto con il Provveditorato interregionale alle opere del Mit, ma manca uno slancio da Roma». Completati i restauri, potrà partire il Piano strategico. «Stanno per arrivare a giorni in Municipio diverse varianti sull'area, che spero possano essere approvate in tempi rapidi - prosegue il primo cittadino -. Si tratta di iniziative private finalizzate ad aumentare e qualificare la ricettività attorno al Castello: nessun consumo del suolo, nessun aumento di volumetrie, ma cambi di destinazione d'uso e ristrutturazioni». Sulle singole varianti l'ultima parola spetterà all'Ufficio tecnico e alla politica; il sindaco rimarca che si tratta di un complesso di interventi di alto livello, quali la creazione di un elegante Bed&Breakfast da parte di un imprenditore locale e la realizzazione di una sala convegni nel vecchio monastero. «Gli appalti e i fondi del progetto Rupe sono di competenza del Ministero delle Infrastrutture - rimarca Bolondi - Con molta umiltà vorrei capire cosa si intenda fare con il nostro territorio. Quanto successo due domeniche fa dovrebbe essere un segnale politico molto chiaro per decidere quale strada prendere. Noi siamo una zona interna, marginale, di montagna: è evidente cosa va fatto se ci si tiene che le persone rimangano a vivere qui e che il territorio sviluppi le sue potenzialità...». I temi non sono solo quelli del turismo, del «mondo food», dell'ambiente e dei beni storico-artistici da tutelare, ma anche «la viabilità, essenziale in un paese civile, e più in generale i servizi ai cittadini e alle imprese». Per questo Canossa ha promosso nel 2018 il Piano strategico che verrà portato avanti tramite un soggetto a partecipazione mista pubblica-privata: la Fondazione «Terre e Castelli di Canossa». «Vorrei istituirla entro breve, in maggio si terranno le elezioni amministrative comunali e desidero completare un lavoro davvero importante - racconta il sindaco - La Fondazione, che avrà un brand specifico e una struttura di comunicazione, sarà un volano di sviluppo». Chiediamo a Bolondi: non sarà l'ennesimo 'baraccone'? Lui tranquillizza: «Ci saranno professionisti del reperimento di fondi regionali, nazionali ed europei: controlleranno i bandi e daranno assistenza nei percorsi di finanziamento. Con noi anche Emil Banca. Per i Fondi dei piani strutturali europei sta iniziando un nuovo settennato, vogliamo essere pronti ad intercettarli. Già adesso soggetti privati di Canossa, San Polo e Montecchio stanno usufruendo di 20 milioni di euro per, ad esempio, ristrutturazioni. La Fondazione non sarà un soggetto calato dall'alto dagli enti pubblici: noi creiamo la cornice, il dipinto lo devono fare i privati».