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30/03/2021

Rucco candida Vicenza a Capitale della cultura «Al lavoro per il 2024»

Il Giornale di Vicenza

LA PROPOSTA. L'amministrazione riprende la mozione bipartisan votata dal Consiglio comunale
Il sindaco annuncia l'avvio del percorso per depositare la domanda «Non appena ci sarà il bando del Mibact presenteremo il dossier»
Vicenza "Capitale italiana della cultura 2024". L'obiettivo è messo nero su bianco. Due anni dopo la mozione presentata dall'ex candidato sindaco Otello Dalla Rosa e approvata all'unanimità dal consiglio comunale, l'amministrazione ora ufficializza la candidatura. Che poi in realtà è una candidatura che al momento è ancora ufficiosa, perché è necessario attendere l'apertura del bando da parte del ministero per i beni culturali prima di presentare la domanda. «Quello che conta, però - afferma il sindaco Francesco Rucco - non è la data ufficiale del bando, quanto la ferma volontà di concorrere, preparando la nostra Vicenza a essere competitiva per affrontare una sfida così importante». Se il 2020, e a questo punto anche il 2021, possono essere considerati come due anni "persi", a causa ovviamente della pandemia che ha stravolto le vite e annullato qualsiasi tipo di programmazione, i prossimi anni per Vicenza potrebbero (condizionale più che mai obbligatorio) trasformarsi davvero in una rinascita. Sì, perché non si deve dimenticare che proprio nei giorni scorsi la sezione "Monte Pasubio" degli alpini di Vicenza e l'amministrazione comunale hanno annunciato la volontà di presentare la candidatura della città di Vicenza per l'adunata delle Penne nere 2023. E a tal proposito - con l'obiettivo di dare un sostegno concreto all'iniziativa - in aula è stato approvato un ordine del giorno (anche questo bipartisan) con le firme di Roberto Cattaneo (Forza Italia) e Cristiano Spiller (Pd).Dagli alpini alla cultura il passo è relativamente breve. Almeno in termini di tempo. Il traguardo fissato dall'amministrazione comunale è il 2024. La mozione sulla "Capitale italiana della cultura" voleva impegnare in realtà la giunta per il 2022, ma l'emergenza Covid ha rimodulato il calendario, determinato il prolungamento della "capitale in carica" Parma per tutto il 2021 e la designazione d'ufficio di Bergamo e Brescia per il 2023, in segno di riscatto dalla terribile esperienza pandemica vissuta lo scorso anno dalle due città. Per quanto riguarda il 2022, invece, la procedura del bando era già avviata e si è aggiudicata il titolo Procida, mentre fra le città venete si è registrato l'accesso alla finale di Pieve di Soligo. «Non aveva senso andare a fare la battaglia in Veneto per il 2022 - aveva affermato l'assessore alla cultura Simona Siotto replicando a una polemica del Pd sui "ritardi" - e ricordo che anche Verona si era candidata ed è stata bocciata. La cosa più importante non è la candidatura ma il percorso culturale che si intraprende». Percorso che a quanto pare è già iniziato. «L'iniziativa denominata "#VicenzaCittàBellissima" - afferma Rucco - è partita poco meno di un anno fa, con la consapevolezza che il suo compito primario era quello di gettare le basi per un obiettivo importante e a lungo termine. Tutto il progetto si fonda sul denominatore comune della condivisione con le forze della città, nel tentativo di co-costruire un percorso insieme, unendo potenzialità e competenze per puntare ad un traguardo ambizioso, nella consapevolezza che Vicenza ha le carte in regola per poter competere ai massimi livelli».Lo stesso sindaco traccia quindi la linea. «Il progressivo confronto con le associazioni, le istituzioni e i vari esponenti delle categorie dovrà, da oggi in poi, non solo continuare, ma anche approfondirsi e portare nuove idee». Entro la fine di maggio saranno annunciati sia la governance di progetto che il comitato di indirizzo, così come il programma e il piano industriale che porterà alla redazione del dossier di candidatura. «La nostra realtà è in grado di sostenere il progetto di candidatura: serve fare sistema e squadra. Ce la possiamo fare; quantomeno ci dobbiamo provare». No, non frasi che portano la firma di Rucco, ma del suo sfidante Otello Dalla Rosa che, a suo tempo, ha lanciato la sfida culturale. © RIPRODUZIONE RISERVATA