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30/11/2018

Rovigo capitale 2021, il bando è scomparso

Il Gazzettino

L'assessore Sguotti: «Dal Ministero non abbiamo avuto più alcuna notizia» Il Comune tiene in vita il tavolo di esperti per elaborare proposte per la città
EVENTI A RISCHIO
ROVIGO La capitale italiana della cultura è scomparsa. E non è che è Rovigo a essere svanita dal progetto o dall'ambizione. Il punto è che tutto è congelato a Roma.
BANDO SCOMPARSO
«Il bando del ministero non è più uscito, a oggi se ne sa più nulla», risponde l'assessore alla Cultura, Alessandra Sguotti, su questo punto. Il nuovo Governo, dunque, al momento non ha messo in moto le azioni necessarie a scegliere le capitali italiane della cultura dei prossimi anni, a cominciare da quella del 2021 cui puntava il capoluogo polesano. Soprattutto alla base del bando vi è lo stanziamento dei fondi da assegnare alla città prescelta, per affrontare una serie di opere proposte nel progetto e per far crescere ulteriormente la città stessa. Potrebbe essere verosimile l'ipotesi che la manovra finanziaria della quale si discute tra Italia ed Europa non abbia riservato finanziamenti per tale obiettivo.
«Questo non significa che non stiamo lavorando egualmente - chiarisce Sguotti - il tavolo che raccoglie esperti di vari campi della vita sociale, dell'economia, della cultura, dell'istruzione, sta continuando a incontrarsi e a discutere sia per farsi trovare pronti se uscisse il bando, sia per elaborare idee e proposte che servano egualmente alla città, per farla crescere come si vuole».
PROGETTO DAL 2014
Quello della capitale italiana della cultura è un progetto che si è avviato nel 2014, agganciandosi all'idea della capitale europea (come è noto, Matera è stata scelta per il vicino 2019). Nel 2015 furono ben cinque le città, ossia Siena, Cagliari, Lecce, Ravenna e Perugia, poi dal 2016 si scese a una sola città, che fu Mantova, l'anno successivo Pistoia e quest'anno è Palermo, mentre per il 2019 non è stata designata essendoci già Matera sul fronte europeo, e nel 2020 toccherà a Parma. Con questa che se non usciranno i bandi, rischierà di essere anche l'ultima nell'obiettivo che nel 2014 ebbe la legge Art bonus del ministero per i Beni culturali e il turismo, con l'obiettivo appunto di valorizzare i beni culturali e paesaggistici, nonché di migliorare i servizi rivolti ai turisti.
SPERANZA DELUSE
Uno stop che blocca le speranze del capoluogo polesano: nulla vi era di certo che potesse essere scelto, ma così si spegne anche il sogno.
Se su tale fronte al momento tutto è fermo, qualcosa si muove su un altro campo seguito dall'assessore Sguotti, anche se non come ci si attenderebbe e come la stessa assessore vorrebbe. Si tratta della progettazione per partecipare ai bandi europei, fonti di finanziamento che a Rovigo, che ha le casse in affanno e quel che ha, è bloccato dal caso del fallimento di Veneto Nuoto e del ritrovarsi con oltre 6 milioni da saldare a Unipol Banca.
PARTNER IN CROAZIA
«Stiamo partecipando con altri partner ed enti a un progetto più ampio e importante che si sta facendo insieme alla Croazia, ma sul quale al momento non posso anticipare ancora alcunché - sottolinea Sguotti - per il resto, però, siamo abbastanza fermi, perché ormai da un anno praticamente non c'è più l'ufficio per la progettazione europea, poiché la dipendente che avevamo, che già da sola faceva quel che poteva, non lavora più in Comune. Per questo entro la fine dell'anno voglio poter affidare un incarico esterno a un esperto del settore, che possa seguire quanto stiamo facendo e che sappia individuare i bandi per i finanziamenti europei sui quali possiamo puntare, guidando poi la progettazione necessaria a partecipare».
In sostanza, per ora si può dire che alla cassa di Bruxelles si è bussato poco in questi anni, nonostante fosse un obiettivo dichiarato dell'amministrazione, fatta eccezione per il piano su torre Donà.
Luca Gigli