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09/09/2020

Rottamare stufe e caminetti Incentivi fino al 70% del costo

Gazzetta di Mantova

Nel Mantovano censiti oltre 5mila impianti, ma molti non sono più a norma Un bando con la Regione per passare a tecnologie green: ecco come fare la qualità dell'aria
Incentivare la sostituzione di vecchie stufe e camini, che non dispongono di una certificazione ambientale pari almeno a 3 stelle, con impianti certificati con almeno 4 stelle. È questa la finalità dello schema di accordo tra la Regione e la Provincia di Mantova già approvato dalla giunta lombarda.I cittadini residenti in tutta la provincia potranno aderire a un bando che metterà a disposizione 258mila euro per la sostituzione di vecchi impianti termici alimentati a biomassa con impianti di nuova generazione e con potenza termica inferiore o uguale a 35 Kw e una classe di emissioni uguale o superiore alle 4 stelle. «Prosegue l'impegno di Regione Lombardia per la qualità dell'aria - afferma l'assessore regionale all'ambiente Raffaele Cattaneo - lo facciamo iniziando con Mantova: questo bando potrà infatti rappresentare un test per una eventuale successiva estensione a tutta la regione, nel caso in cui i cittadini dimostreranno di apprezzare l'iniziativa».L'utilizzo di vecchie stufe e di caminetti ha ricadute negative per l'aria. «Secondo i dati Inemar 2017 - continua l'assessore - il Pm10 prodotto dagli impianti di riscaldamento deriva per il 53,9% dalle stufe e cucine tradizionali e per il 38,7% dai camini, aperti o con inserti. Dunque invito i cittadini ad approfittare di questa opportunità per rinnovare stufe e caminetti». «Lo stanziamento complessivo della misura di incentivo - dicono l'amministratore unico di Agire Alberto Ghidorzi e il direttore Francesco Dugoni - si inserisce nel contesto dell'Accordo quadro di sviluppo territoriale stipulato nel 2004 tra Regione e Provincia di. Grazie a una serie di economie e risparmi sui progetti finanziati in questi sedici anni, con la Regione abbiamo pensato di destinare queste risorse per la rottamazione di vecchi camini aperti o stufe a vantaggio di nuovi impianti meno inquinanti».Per la gestione tecnica dell'iniziativa (predisposizione e pubblicizzazione del bando, gestione delle domande) la Provincia si avvale di Agire, società in house dell'ente, che già opera sul territorio in qualità di affidataria del Servizio verifica impianti termici.Ma quanti sono i potenziali destinatari del bando? Secondo il Catasto unico regionale degli impianti termici di Regione Lombardia, nel territorio provinciale sono presenti circa 5.700 generatori alimentati a biomassa, ma il dato è fortemente sottostimato. L'obiettivo, nel medio periodo, è arrivare ad una regolarizzazione di buona parte degli impianti di climatizzazione invernale che utilizzano legna, cippato o pellet come combustibile. Va evidenziato infatti che tutti i generatori con potenza termica uguale o maggiore di 5 Kw sono a tutti gli effetti degli impianti termici e, come tali, devono essere registrati al catasto e dotati della documentazione prevista: la dichiarazione di conformità, il libretto d'impianto, i rapporti di controllo. In particolare dal gennaio scorso possono rimanere in funzione generatori a biomassa installati entro il 31 dicembre 2019 con certificazione ambientale pari almeno a tre stelle, mentre da quest'anno i nuovi generatori dovranno avere una certificazione ambientale pari almeno a quattro stelle. Il bando premierà coloro che avranno dapprima ottenuto il riconoscimento di contributo attraverso il cosiddetto Conto termico da parte del Gse. A questo contributo si affiancherà quello erogato dalla Provincia. Si stima che verranno così finanziati almeno 200 nuovi impianti in linea con le più stringenti normative ambientali e che i beneficiari potranno abbattere di circa il 70% i costi complessivi di rottamazione ed installazione. --