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19/06/2020

Rossi indagato per la gara dei bus “Esposto su Mobit”

La Repubblica - Luca Serranò

La guerra per i bus
Il governatore sotto inchiesta dopo l'esposto di alcuni soci del consorzio sconfitto chiede ai pm di indagare sulla mancata cessione dei depositi "I gestori uscenti continuano a utilizzare la disponibilità che hanno dei beni per impedire l'attuazione della gara" La replica: "Rimettiamo al mittente le accuse, reazioni scomposte, reagiremo nelle competenti sedi giudiziarie"
Il 13 novembre del 2015 il governatore Enrico Rossi rilasciò una intervista ad Askanews commentando la vittoria del bando regionale per il servizio bus da parte della società Autolinee Toscane, nonostante l'iter prevedesse ancora l'analisi del piano economico finanziario. A distanza di anni quelle parole sono costate a Rossi l'iscrizione sul registro degli indagati per turbativa d'asta, nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla procura fiorentina sullo svolgimento della gara. Un colpo di scena cui lo stesso Rossi reagisce con parole durissime, e con un annuncio a sorpresa: un esposto in Procura contro il consorzio sconfitto, Mobit, per violazione dell'obbligo della messa a disposizione dell'aggiudicatario della gara dei beni necessari per la gestione del servizio (vedi articolo sotto). «I gestori uscenti continuano ad utilizzare la disponibilità che hanno dei beni per impedire l'attuazione della gara, rifiutandosi, con atteggiamenti dilatori ed ostruzionistici, di procedere al trasferimento dei beni essenziali per l'esercizio di servizio di Tpl», viene spiegato dalla Regione. Riguardo i nuovi sviluppi delle indagini l'attacco è affidato a Facebook: «A volte ricevere un avviso di garanzia è segno del fatto che si fanno cose importanti a favore dei cittadini e che si toccano interessi che non vogliono mettersi da parte e accettare gli esiti di gare regolari e trasparenti». Pur senza dirlo apertamente, il governatore - assistito dall'avvocato Gaetano Viciconte - punta ad andare avanti secondo i tempi previsti: la stipula del contratto con autolinee toscane dovrebbe avvenire entro la prima metà luglio, mentre l'avvio del servizio in mano al nuovo gestore è fissato per la prima metà di agosto. Con Mobit (14 consorzi e 26 imprese toscane, da Cap ad Ataf a Linea), da cui è partito l'esposto che ha originato l'inchiesta in cui ora è indagato Rossi, è scontro totale: «Questa associazione di imprese non solo ha strumentalmente usato la giustizia amministrativa perdendo regolarmente tutti i ricorsi, facendo così ritardare la partenza del servizio ma ha fatto anche un esposto alla procura mettendo sotto accusa oltre a me, l'intera commissione regionale e i dirigenti del settore mobilità. Accuse infamanti e ridicole, aspetto il momento giusto per procedere a querelare i calunniatori a cui consiglio di prepararsi a pagare per le loro diffamazioni».
Sui tempi dell'intervista rispetto all'iter della gara, secondo Rossi è avvenuta a gara già assegnata. Una versione confermata dall'avvocatura regionale ("l'esame del Piano economico e finanziario non avrebbe prodotto cambiamento alcuno sul punteggio"), ma respinta proprio dal consorzio sconfitto, secondo cui in caso di inammissibilità del piano sarebbe scattata l'esclusione. «Rimettiamo al mittente le accuse che vogliono questa indagine come un tentativo di bloccare la gara - commentano da Mobit - Aspettiamo, fiduciosi nell'operato dei magistrati, gli esiti dell'indagine per comprendere cosa sia effettivamente accaduto». Secca anche la replica di Cap e Copit, due società presenti nel consorzio: «Le due società hanno chiesto alla Procura di verificare se, attraverso le dichiarazioni del presidente Rossi, sia stato condizionato ed influenzato l'operato della Commissione giudicatrice - commentano in una nota - quanto poi alle scomposte dichiarazioni del presidente Rossi, che tratta da calunniatori gli autori degli esposti e delle denunce, le persone e le società interessate reagiranno nelle competenti sedi giudiziarie». L'appalto riguarda il servizio di trasporto pubblico su gomma della Toscana. Le indagini riguardano proprio l'iter che ha portato alla vittoria Autolinee Toscana (società del gruppo francese Ratp). Sul registro degli indagati, oltre a Rossi, 2 dirigenti regionali dell'area trasporti e dell'ufficio gare, Riccardo Buffoni e Ivana Malvaso, e l'intera commissione che aggiudicò la gara: il professor Mario Sebastiani, la dirigente Irpet Patrizia Lattarulo, l'ingegnera Gabriella Rolandelli e il professor Stefano Pozzoli. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono falso, abuso di ufficio, turbativa d'asta e induzione a promettere o dare utilità.

Foto: 2.900 autobus È la flotta che dovrebbe gestire il vincitore della gara per il trasporto su gomma in Toscana