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05/02/2021

Romeo “Qui per ascoltare ma no al modello Monti tutto lacrime e sangue”

La Repubblica - c.l.

Intervista al capogruppo della Lega
Le nostre proposte sono chiare: niente patrimoniale o riforma delle pensioni né aumento dell'Imu
ROMA - Che farà la Lega, sosterrà o no il governo Draghi, capogruppo Romeo? «La Lega intanto, essendo il primo partito italiano, intende ascoltare quel che verrà proposto. Poi valuterà e infine deciderà il da farsi.
Dopo un confronto con tutto il centrodestra, ovvio. Con una premessa: le elezioni sarebbero per noi la soluzione migliore per dare un governo davvero stabile e duraturo al Paese».
È un'ipotesi che il capo dello Stato al momento ha accantonato.
Giorgia Meloni ha proposto l'astensione di tutto il centrodestra. Perché non vi convince? «Noi non abbiamo pregiudiziali.
Essendoci in campo un nome di alto profilo come quello dell'ex presidente della Bce Mario Draghi, riteniamo corretto quantomeno ascoltare le proposte che ha da avanzare. Prenderemo una decisione solo dopo averlo incontrato». Quindi la Lega è aperta a qualsiasi ipotesi? «Abbiamo un nostro pacchetto di proposte che verranno sottoposte al presidente incaricato: abbassamento delle tasse, sospensione del codice degli appalti, un piano vaccinale serio, la ripartenza delle scuole in sicurezza e delle attività economiche, il no alla patrimoniale, alla riforma delle pensioni e all'aumento dell'Imu.
Sono i grandi temi che secondo noi devono essere preliminarmente al centro di qualsiasi confronto. Ecco, vogliamo capire cosa ne pensa Mario Draghi».
Governo tecnico o politico? Altro dilemma di queste ore.
«Se si tratta di un governo tecnico stile Monti, che propone al Paese lacrime e sangue, la Lega non siede nemmeno al tavolo a parlare. La situazione è talmente drammatica che non si può pensare di infierire oltre, i cittadini hanno bisogno di fiducia, di certezze e di aiuti. E, come loro, tutto il mondo imprenditoriale». Dunque siete per un governo politico? «Adesso questo sinceramente non lo so. Dico che un governo tecnico fa pensare subito a Monti. Certo è che se si chiede il sostegno al Parlamento, è chiaro che la politica deve poter svolgere il suo ruolo, non può abdicare a dei tecnici».
Forza Italia è già spaccata al suo interno. Il centrodestra rischia di rompersi sul nome di Draghi? «Prima di prendere le decisioni, ripeto, ascolteremo e ci confronteremo con tutto il centrodestra. Essere uniti ci ha consentito di stoppare il Conte ter.
Bisogna tenere compatto il centrodestra anche in questo frangente importante». E dunque andrete insieme o no alle consultazioni con Draghi? «Penso che questo sia lo spirito che Matteo Salvini intende portare avanti. I leader dei partiti decideranno il da farsi».
Avete preso in considerazione anche il sostegno esterno? «Sono tutti ragionamenti che per adesso appassionano voi giornalisti. Sono prematuri. Vogliamo, per esempio, capire l'orizzonte temporale di questo governo, prima di poter pensare a formule varie».
Matteo Salvini dice "no" se l'orizzonte sono le politiche del 2023.
«Noi insistiamo sul fatto che il modo migliore per esprimere un governo sia passare attraverso il voto degli elettori. Si è votato per regionali e si voterà per le comunali in primavera.
Si potrebbe votare anche per le politiche. Per noi resta la soluzione più logica».
C'è un dibattito acceso anche al vostro interno su Draghi? Da una parte Salvini, dall'altra Giorgetti? «C'è questo tentativo continuo di contrapporre i due. Tutti noi siamo d'accordo sul ritorno alle urne. Però, di fronte a questo appello del capo dello Stato, è chiaro che si debba ragionare. Ma non c'è alcuna divisione, la Lega è unita. Dopo di che, dentro i partiti è normale che si facciano dei ragionamenti. Poi però la scelta sarà unitaria. Dividere la Lega è un sogno di tanti, resterà tale».
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Foto: kSenatore Massimiliano Romeo