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09/07/2020

ROMAContinua la corsa ostacoli del governo Conte. …

La Nuova Sardegna

ROMAContinua la corsa ostacoli del governo Conte. Ieri doveva essere il giorno dell'approvazione del Decreto rilancio invece una nota della Ragioneria generale ha fermato tutto. Il provvedimento tornerà in aula oggi -salvo ulteriori colpi di scena - con la maggioranza che punta a chiudere la partita a Montecitorio (anche con un voto di fiducia) per poi passare la palla al Senato. Nel pacchetto una lunghissima lista di misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19. Nel mirino della Ragioneria sarebbero finite alcune norme inserite nel testo del decreto durante l'esame in commissione per una copertura totale di circa 100 milioni di euro che mancherebbe all'appello. Tra le misure sotto verifica quelle sulla sospensione dei mutui (criticità sarebbero state registrate in particolare per le Regioni a statuto speciale) e il credito d'imposta esteso a tutto il Sud. Tra i provvedimenti considerati ormai acquisiti i congedi parentali estesi al 31 agosto, la proroga per i contratti a termine, il superbonus edilizio allargato anche alle seconde casa e gli incentivi per auto ibride, elettriche ed Euro 6. Scontato il sì anche alle classi con meno di 15 alunni.Le cose non vanno con la velocità sperata neanche sul cosidetto Decreto semplificazioni che è approdato ieri sul tavolo del consiglio dei ministri dopo una lunga trattativa che ha coinvolto le forze di maggioranza e ha visto il capo dell'esecutivo cercare una mediazione, con alleati e opposizioni. La riunione è iniziata molto tardi e ha confermato che non tutte le differenze sono state superate.Il braccio di ferro tra M5s e Iv, favorevoli al "modello Genova", e una parte del Pd e Leu che hanno frenato sull'ipotesi di un allentamento delle regole previste dal Codice degli appalti rischia di avere strascichi in aula. Conte si è speso molto per una mediazione limando anche le virgole del testo finale. La maggioranza ha comunque trovato un'intesa sulle deroghe alle gare per una certa tipologia di appalti, sulle nuove regole in materia di abuso di ufficio e sulla condivisione delle banche dati. «Non è possibile esitare, questo è il momento del coraggio», ha sottolineato il premier. L'opposizione invece si prepara a salire sulle barricate. Per la Lega «Siamo di fronte a un governo litigioso e inconcludente che non sa neanche i soldi che andranno spesi. Sciatto, in ritardo, mal scritto e pensato peggio, il Dl rilancio è questo. Così mentre migliaia di attività non hanno riaperto e le famiglie non hanno i soldi per fare la spesa, il governo perde tempo e sbaglia i conti. Vergogna».