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07/07/2019

Roma, si comincia a pulire. Ma l’Ama denuncia: «Impianti non disponibili»

Avvenire - (G.San.)

PER LA SINDACA RAGGI È LA DIMOSTRAZIONE CHE «L'ORDINANZA DI ZINGARETTI È SCRITTA MALE»
In città la tensione resta alta: in fiamme nella notte altri 15 cassonetti. Sono 250 da inizio anno, per un danno di circa 200mila euro
Ama si dice pronta ad attuare l'ordinanza del governatore Nicola Zingaretti, che ha chiesto di ripulire Roma entro una settimana. Ma la presidente della municipalizzata Luisa Melara, punta il dito sugli operatori che hanno disatteso la richiesta di accogliere i rifiuti della Capitale. Intanto, però, la società Ecologia Viterbo fa sapere di essere pronta a «verificare le possibilità di incrementare i conferimenti fino a 30 viaggi a settimana per un totale di circa 900 tonnellate». «In pochi giorni potremmo superare le criticità che permangono, ma nessuno degli operatori che devono accogliere i rifiuti di Roma ha, al momento, risposto in esecuzione a quanto in teoria ordinato dal dispositivo regionale», afferma Melara che dice di aver «messo al corrente la prefettura» la scorsa notte. «Se il quadro non muterà drasticamente», denuncia, «tutti gli sforzi in termini di risorse, uomini e mezzi, che ci apprestiamo a mettere in campo saranno inutili perché Ama non ha gli sbocchi sufficienti per allocare i rifiuti in impianti di trattamento», conclude. Contro l'ordinanza torna a scagliarsi la sindaca di Roma Virginia Raggi. La ragione per lei è in una lettera arrivata in Comune dalla Rida ambiente, società che gestisce un impianto di trattamento di rifiuti ad Aprilia (Latina), una delle nove strutture regionali che dovrebbero aumentare la quantità del materiale trattato, stando all'ordinanza del presidente della Regione. «In sostanza - dice Raggi - la Rida spiega che l'ordinanza è scritta male, perché non prevede esplicitamente la deroga alle norme del testo unico sull'ambiente. In più il provvedimento chiede il rispetto delle Bat, tecnicamente migliori tecniche disponibili. Ma richiede una cosa in contrasto con l'aumento della volumetria, cioè della quantità di rifiuti trattati». Secondo la sindaca tutta la parte dell'ordinanza «su Ama non ha ragione di essere. Il governatore non può certo ordinarci di comprare cassonetti in deroga al codice degli appalti. E non può esercitare poteri sostitutivi al posto del Comune di Roma. Mi sento truffata da questo provvedimento». Per esemplificare, Raggi posta su Facebook un video in cui si reca davanti a un impianto che trova chiuso e un camion non può scaricare. «Una bufala inventata di sana pianta», replica Massimiliano Valeriani, assessore al ciclo dei rifiuti della Regione. L'impianto chiuso, ricorda, non è inserito nell'ordinanza. Raggi «si vergogni, sia per la malafede sia per l'incapacità». La notte scorsa intanto sono sono una quindicina i cassonetti dell'immondizia che sono andati a fuoco. L'incendio più grande è divampato a Primavalle, dove vigili del fuoco e poliziotti del commissariato di zona sono intervenuti per un rogo che ne ha distrutti ben otto. Alcuni contenitori sono stati dati dalle fiamme anche in via dei Colli Portuensi, e in due strade del quartiere Ardeatino e di Montesacro. Sugli episodi indaga la polizia di Stato. Al momento, secondo quanto si apprende, non si esclude l'ipotesi dolosa. Nei primi sei mesi di quest'anno sono stati oltre 250 i cassonetti andati in fiamme in città con un danno economico per l'azienda dei rifiuti che si aggira intorno ai 200mila euro.