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13/02/2020

ROMA Rinviare, o «sopprimere» direttamente, la stretta anti-evasione negli appalti

Brescia Oggi

ROMA Rinviare, o «sopprimere» direttamente, la stretta anti-evasione negli appalti prevista dal decreto fiscale, che comporta un «rischio di blocco delle attività per interi settori». L'allarme - in scia al peggioramento (-4,3%) della recessione industriale in atto da un anno e mezzo certificato ieri dall'Istat - arriva dalle associazioni datoriali con l'adesione dell'Abi. L'Agenzia delle entrate, in vista della scadenza imminente del 17 febbraio, risponde con una circolare «in corso di finalizzazione» che fornirà ulteriori chiarimenti e cercherà di «minimizzare gli adempimenti» per le imprese. Ferma restando la necessità di assicurare che la norma «esplichi i propri effetti in termini di prevenzione» degli illeciti. L'appello delle diverse associazioni datoriali sembra scandire le difficoltà del settore imprenditoriale proprio mentre nuovi dati arrivano dalla Banca d'Italia sulle difficoltà del credito: a dicembre - ha rilevato via XX Settembre - i prestiti alle imprese sono scesi dell'1,2% rispetto al mese precedente che già aveva registrato la contrazione del 2%. Ora è la norma sugli appalti a preoccupare le diverse confederazioni che scandisce l'ennesima puntata dell'iter tortuoso del provvedimento, inserito nel decreto fiscale come misura anti-evasione e volta in particolare a contrastare il fenomeno delle imprese e cooperative fittizie, cui ricorrono alcune società appaltatrici, che con Iva e contributi per i lavoratori non versati dribblano il fisco sparendo dai radar in breve tempo. Dopo numerose modifiche in sede di conversione in legge, fra le pressioni delle associazioni datoriali, l'Agenzia delle entrate aveva sbloccato il certificato di regolarità fiscale, una sorta di «Durc fiscale salva appalti» che consente di non applicare la norma per le imprese «verificate», quelle in possesso di determinati requisiti: come l'essere in attività da almeno tre anni ed essere in regola con gli obblighi dichiarativi. Ma la stretta anti-evasori introdotta dal decreto fiscale continua a dividere.