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30/06/2020

ROMA Eliminare regole inutili, moduli ridondanti, procedure complesse che costano soldi alle

Il Giornale di Vicenza

ROMA Eliminare regole inutili, moduli ridondanti, procedure complesse che costano soldi alle imprese italiane, allungano i tempi di realizzazione dei progetti e minano la crescita della produttività e della competitività delle nostre imprese. È il cuore delle 20 proposte di carattere generale e 91 proposte specifiche che l'Osservatorio sui conti pubblici italiani guidato da Carlo Cottarelli e la Fondazione Think Tank Nord Est hanno messo a punto, insieme a imprese e associazioni di categoria, per fornire suggerimenti in vista del decreto semplificazioni a cui il governo sta lavorando. Per agevolare l'attività d'impresa e «liberare» tempo e risorse da dedicare alla produzione, le aziende chiedono «un radicale cambio di approccio del legislatore e della pubblica amministrazione». In particolare emerge l'esigenza di rispettare l'obbligo di risposta da parte della P.a. entro limiti temporali predefiniti (da 30 a 90 giorni a seconda dei casi), prevedendo, in ogni circostanza, il silenzio assenso in caso di mancato rispetto dei termini; definire, nei casi in cui il progetto coinvolga più livelli di governo (Comune, Regione, ecc.), a quale soggetto spetti il ruolo di cabina di regia; ridurre drasticamente il numero degli enti coinvolti nelle decisioni; introdurre, nel caso di mancata definizione di decreti attuativi relativi a provvedimenti di semplificazione entro i termini stabiliti dalla legge, una penalizzazione automatica per i responsabili, fino al livello del Ministro responsabile. E ancora:riconfigurare e ridefinire il reato di abuso d'ufficio e la responsabilità erariale. Nel mondo degli appalti, il numero di documenti da presentare per poter partecipare a bandi e gare e appalti è considerato «elevatissimo», e richiede l'invio, sia cartaceo sia telematico, degli stessi documenti a più soggetti. Allo stesso modo, ci sono troppe stazioni appaltanti, non sempre in grado di rispondere alle richieste delle imprese e con troppe diversità a livello di modulistica e documentazione. Per questo si chiede di ridurre gradualmente il numero delle stazioni, rendendo obbligatoria la loro aggregazione e standardizzando i modus operandi e la modulistica richiesta. C'è poi il capitolo fisco. Le proposte vanno dal riordinare le aliquote Iva con una riduzione e semplificazione delle differenze tra regimi, riducendo il rischio di contenziosi, al semplificare e ridurre il carico di comunicazioni che il mondo produttivo deve redigere e inviare.