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09/09/2018

Roma contro Toti il pasticcio della ricostruzione

La Repubblica - ALESSANDRO CASSINIS, GENOVA

Scontro sul nuovo viadotto Il retroscena
Il governatore accelera d'intesa con Castellucci Ma il governo insiste: i Benetton ne stiano fuori E il premier Conte frena sulla revoca della concessione: decideremo se ce ne sono gli estremi
Con il modellino del nuovo ponte di Genova, abbattuto dal gesto maldestro del capo di Autostrade, crollano anche le quotazioni di Giovanni Toti come futuro commissario alla ricostruzione ed esplode lo scontro fra la città ferita e il governo centrale. A Roma non è piaciuta affatto la conferenza stampa che il governatore ligure ha convocato venerdì nel Palazzo della Regione per presentare il disegno di ponte ideato da Renzo Piano. Non sono piaciute al governo la passerella mediatica di Giovanni Castellucci, indagato numero uno per la strage di Genova, e tanto meno la sua battuta sulla nascita di una «squadra di lavoro» fra la sua società Autostrade e Fincantieri.
Ci mancavano l'incidente del modellino e le risate di Castellucci e altri presenti, alla faccia delle 43 vittime del crollo vero. Un disastro di comunicazione, una gaffe che sarà difficile rimediare.
L'irritazione non è solo del ministro pentastellato alle Infrastrutture Danilo Toninelli, ma anche di membri leghisti del governo. Matteo Salvini era impegnato su altri fronti, ma chi gli è vicino assicura che di quella sceneggiata il ministro dell'Interno avrebbe volentieri fatto a meno. E così va in scena una paradossale e un po' tragica pochade che vede da una parte Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci viaggiare come missili, reclutare una delle migliori firme internazionali dell'architettura, presentare il progetto di ponte, convocare riunioni tecniche (già domani) con prestigiosi studi di ingegneria e scandire i tempi della ricostruzione, e dall'altra il premier Giuseppe Conte, ispirato dal vice Luigi Di Maio, a precisare che nulla è stato ancora stabilito.
E che rallenta anche sulla revoca della concessione: sarà decisa solo «se ci sono gli estremi». Ma che succede intorno alle rovine del ponte Morandi? La risposta sarà scritta nel decreto che il governo sta preparando per Genova. Potrebbe essere varato al prossimo Consiglio dei ministri, ma è più facile che arrivi al successivo, fra una decina di giorni. Il principio cardine è: il nuovo ponte «avrà il sigillo statale». In altre parole, non sarà ricostruito da Autostrade, ma da un'Ati, un'associazione temporanea di imprese di cui faranno parte Fincantieri con la controllata Infrastructure e altre società di carpenteria e costruzioni. La partecipazione della concessionaria di proprietà dei Benetton è molto in forse. A pagare le spese del ponte, non meno di 200 milioni di euro, sarà lo Stato, che poi si rivarrà su Autostrade. Se servirà, sarà inserita una deroga al codice degli appalti per accorciare i tempi ed evitare una gara, ipotesi che lo stesso presidente dell'Anac, l'Autorità anti-corruzione, Raffaele Cantone, considera sensata «perché c'è una situazione di emergenza e urgenza, purché sia stabilita per legge».
E il commissario chi sarà? La designazione di Toti, già commissario per l'emergenza, non è più così scontata, anzi.
Il governatore rilancia la sfida.
«Vogliono nominare un commissario di governo? Facciano pure, ma sarebbe paradossale che questa figura non facesse parte delle istituzioni locali, soprattutto per la Lega che sta chiedendo maggiore autonomia per le Regioni dove governa. Un curioso ritorno al centralismo renziano».
Secondo Toti, poi, Autostrade pagherà solo se le faranno aprire il cantiere. Altrimenti «pagherà il governo e i cittadini italiani saranno cornuti e mazziati, perché lo Stato potrà rivalersi su Autostrade solo fra dieci anni».
È scontro aperto, e Toti non usa gli unguenti del suo consueto moderatismo. «Nel momento in cui il governo vuole assumersi la responsabilità piena del ponte io incrocio le braccia, metto i piedi sulla scrivania e comincio a contare i giorni che ci mettono a ricostruirlo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: DAVIDE GENTILE/LAPRESSE


Foto: Il plastico Sopra, il plastico del progetto per il nuovo ponte di Genova realizzato da Renzo Piano, con i 43 piloni a ricordare le vittime del 14 agosto

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