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17/12/2018

Rogge di Trento Nord, via alla bonifica

Il Trentino

Il Consiglio di Stato annulla l'aggiudicazione del bando da 12 milioni di euro alla Arcadis. Lavori a Unirecuperi e si parte
TRENTO «Annulla l'aggiudicazione e gli altri atti impugnati in primo grado, dichiara l'inefficacia del contratto e dispone il subentro dell'appellante nelle lavorazioni». Così si legge della sentenza del Consiglio di Stato, sentenza attesa per dare il via al primo lotto dei lavori di bonifica delle rogge di Trento nord. Lavori che erano stati appaltati alla ditta Arcadis ma tutto era stato bloccato dai ricorsi amministrativi. A presentarli la ditta Unirecuperi (in qualità di mandataria di una Rti con Ecoopera e con Consorzio Lavoro Ambiente) che si era rivolta inizialmente al Tar e che aveva respinto il ricorso. Ma la ditta non si era data per vinta e aveva chiamato in causa anche il Consiglio di Stato. Che nella sentenza pubblicata qualche giorno fa, ha ribaltato le carte. Ha infatti trovato fondato il ricorso presentato e ha quindi deciso l'annullamento dell'aggiudicazione degli atti collegati, decidendo anche il subentro della Unirecuperi per la bonifica. L'intervento riguarda le aree ex Sloi e Carbochimica e il primo lotto - quello al centro del ricorso che vale poco meno di 12 milioni di euro - riguarda «la parte a nord delle rogge, non tombinata - si legge nella risposta dell'allora assessore provinciale Mautro Gilmozzi all'interrogazione che era stata presentata nell'estate scorsa da Alessandro Savoi della Lega - e quindi non interferente con la soprastante viabilità cittadina. L'interferenza sulla città sarà circoscritta ad un limitato incremento dei mezzi pesanti in uscita per il conferimento del rifiuto presso impianti di trattamento». Ma qual è stato l'aspetto del ricorso che ha fatto decidere in questo senso il Consiglio di Stato? Per Unirecuperi il bando stabiliva che, ai fini della partecipazione alla gara, ciascun concorrente dovesse essere in possesso di uno specifico requisito, consistente «aver intermediato nel triennio antecedente la data di pubblicazione del bando, almeno 7.500 tonnellate annue di rifiuti pericolosi». Nella sentenza si legge che «risulta agli atti che la Arcadis, essendo priva di questo requisito, avesse prodotto un contratto di avvalimento con un'altra ditta che si impegnava a mettere a disposizione della Arcadis i requisiti necessari a soddisfare la richiamata previsione della legge di gara». Secondo il Consiglio di Stato «nelle gare pubbliche non può ritenersi valido ed efficace un contratto di avvalimento che si limiti ad indicare genericamente che l'impresa ausiliaria si obbliga nei confronti della concorrente a fornirle i propri requisiti e a mettere a sua disposizione le risorse necessarie, di cui essa è mancante, per tutta la durata dell'appalto, senza però precisare in che cosa tali risorse materialmente consistano e senza che tale carenza possa reputarsi colmata da un semplice quanto generico riferimento alle risorse dell'ausiliaria». Delle mancanze riscontrate anche nel caso specifico e questo ha portato alla decisione di annullare l'aggiudicazione con il subentro di Unirecuperi.

Foto: Con la decisione del Consiglio di Stato dovrebbe partire la bonifica delle rogge di Trento nord