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03/10/2020

Roffarè: «Sono i subappalti a permettere le infiltrazioni»

Il Gazzettino

L'INTERVENTO
BELLUNO Le infiltrazioni della malavita organizzata non sono l'unico pericolo, nei cantieri che realizzano opere pubbliche per i Mondiali di sci alpino Cortina 2021: «Il rischio è legato anche alla scarsa sicurezza sul lavoro; alla mancata applicazione dei contratti; alla qualità delle opere eseguite», sostiene Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto della Cisl Belluno Treviso, alla notizia della prima interdittiva antimafia. «Un plauso al lavoro di prevenzione e controllo, che ogni giorno le forze dell'ordine, coordinate dalla Prefettura, fanno sul campo, per evitare che le organizzazioni criminali mettano le mani sugli appalti delle opere pubbliche del nostro territorio aggiunge Roffarè - vi è un pericolo concreto di infiltrazioni anche per le aziende del Bellunese, e per questo nel passato le organizzazioni sindacali si erano già espresse, per porre massima attenzione sul sistema degli appalti». Roffarè spiega inoltre: «In particolare il rischio si nasconde nella frammentazione dei subappalti e nella riduzione dei costi degli stessi. Il rischio non è legato soltanto al pericolo delle infiltrazioni mafiose, ma anche alla scarsa attenzione relativa all'applicazione di contratti nazionali, alla sicurezza sul lavoro e alla qualità dei lavori eseguiti. Il monitoraggio è svolto anche dal sindacato. In questo senso, visto il rapporto quotidiano diretto che abbiamo con lavoratori e imprese, ci mettiamo a disposizione delle istituzioni e degli organi preposti alle verifiche, per collaborare nell'individuazione di situazioni dubbie e invitiamo anche i lavoratori a segnalare eventuali sospetti di anomalie». Il sindacalista amplia infine l'analisi: «In discussione non vi è solo il futuro delle imprese e dei lavoratori, ma anche la straordinaria possibilità di organizzare eventi come Mondiali e Olimpiadi, a cui è collegata la costruzione di opere infrastrutturali, di cui la provincia ha bisogno, in modo etico, trasparente e sostenibile».
Marco Dibona
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