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27/11/2019

Rocca estense, parte il cantiere «Prime opere, le torri minori»

Gazzetta di Modena

Firmato il contratto con la ditta appaltatrice, la stessa che ha ricostruito a Rivara Lavori per un milione di euro. È il primo stralcio. Guano ovunque e vegetazione san felice
SAN FELICE. La firma del contratto con la ditta appaltatrice, ha formalmente fatto partire, lunedì, l'iter per il restauro della Rocca Estense di San Felice. Una operazione complessa, che avverrà per stralci, il cui primo passo è stato un sopralluogo all'interno dell'edificio Trecentesco, in stato di abbandono dal sisma del 2012, dopo i lavori di consolidamento del mastio (la torre principale), finalizzati ad impedirne il crollo.Ad aggiudicarsi questo primo lotto la stessa ditta che ha eseguito il restauro della chiesa di Rivara: la Cooperativa edile artigiana Sc di Parma, con un ribasso d'asta del 19%, per un importo lavori di 950mila euro. Spiega l'assessore ai lavori pubblici, Giorgio Bocchi: «I lavori del primo lotto sono finalizzati ad una pulizia generale, alla ricostruzione della sommità in muratura e al consolidamento delle torri crollate, alla ricostruzione delle coperture e al restauro completo della torre nord, al restauro e consolidamento delle coperture della casamatta, al restauro del camminamento nord, alle opere necessarie per garantire la chiusura del castello e per impedire l'accesso ad animali, a garantire una pulizia ed una protezione del castello adeguati alla necessità di attendere i successivi interventi di restauro senza che possano verificarsi ulteriori danni». Si valuterà anche la cura della Sala Giulio II, nome che deriva dal famoso Papa che alloggiò a San Felice: la sala è una delle più danneggiate dalle scosse.Come è chiaro, a preoccupare in questa fase è stata la situazione di totale abbandono dell'edificio: «Purtroppo nel corso del sopralluogo è stato confermato che la Rocca è diventata rifugio di centinaia di volatili. Nelle sale interne ci sono fino a tre centimetri di guano... Per non parlare della vegetazione spontanea che si è diffusa. È cresciuto a dismisura persino un fico, oltre ovviamente ad una evidente umidità. Ripulire la Rocca sarà un lavoro di per sé estremamente impegnativo», dice Bocchi. Il cantiere di questo primo lotto potrebbe durare un paio d'anni. «Nel frattempo contiamo di approntare il secondo stralcio, la cui consistenza economica presupporrà norme di appalto anche più complesse», aggiunge l'assessore, dichiarandosi comunque soddisfatto: «Impegnandomi per questa esperienza amministrativa avevo scelto come momento rappresentativo la rocca. Ovvio che mi fa piacere vedere che quest'opera pubblica essenziale e simbolica possa finalmente sbloccarsi. Ora ognuno dovrà fare bene la sua parte. Ringrazio quanti si sono impegnati in tal senso finora».Come noto, alle attività di rilievo preliminari, grazie ad una convenzione stipulata a suo tempo, hanno partecipato ricercatori di cinque Università: Bologna, Ferrara, Genova, Modena-Reggio e Parma. «L'attività delle Università si è basata su un accurato rilievo laser-scanner effettuato la società Abacus», spiega il progetto esecutivo del primo stralcio. --