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31/05/2019

Rixi condannato, lascia. Il M5s non ha più alibi

La Verita' - CARLO TARALLO

RESA DEI CONTI
Al viceministro lealista dei Trasporti 3 anni e 5 mesi per le spese in Regione Liguria. Dimissioni immediate, subito accettate da Salvini: «Lo faccio a tutela del governo». Poi l'avviso: «Adesso basta con i no, bisogna fare». Stroncate le polemiche grilline su un caso Siri bis
' Saranno rimasti delusi, Alessandro Di Battista e tutti quelli j chenelMssstaniiim no facendo la guerra a Luigi Di Maio, e quindi al governo, e quindi alla Lega, e quindi a Matteo SaMni. Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture della Lega, è stato condannato ieri in primo grado dal Tribunale di Genova a tre anni e cinque mesi di reclusione con l'interdizione perpetua dai pubblici uffici al termine del processo per le cosiddette «spese pazze» in Regione Liguria. Rixi era accusato di peculato e falso. Insieme all'esponente leghista, sono stati condannati altri 18 tra attuali e ex consiglieri regionali. A dispetto di quello che speravano Di Battista e i suoi seguaci, però, Rixi si è dimesso dall'incarico di governo pochi minuti dopo la sentenza. Una brutta sorpresa per quelli che nel M5S speravano in una resistenza dei leghisti, per poter ricominciare il teatrino degli attacchi al Carroccio. «Si deve dimettere ! » tuonavano già ieri mattina, tra gli altri, Nicola Morrà (senatore e presidente della commissione Antimafia), Stefano Buffagni (sottosegretario agli Affari regionali), Francesco D'Uva (capogruppo alla Camera) e altre seconde linee del M5S, mentre le terze, come ad esempio il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, si lanciava in una dichiarazione da film western: «II tempo di Rixi al governo è scaduto». Rixi, annunciando il ricorso in appello, ha comunicato la sua decisione di lasciare il governo: «Sono tranquillo. Ho sempre agito», ha scritto Rixi, «per il bene degli italiani. Conto sull'assoluzione perché non ho mai commesso alcun reato, ma per l'amore che provo per l'Italia e per non creare problemi al governo ho già consegnato nelle mani di Matteo Salvini le mie dimissioni». Sono le 13.40. Alle 13.43 le agenzie battono la risposta di Salvini: «Ringrazio Edoardo Rixi», ha dichiarato, «per l'incredibile lavoro svolto fino ad ora. Da tempo ho nelle mani le sue dimissioni, che accetto unicamente per tutelare lui e l'attività del governo da attacchi e polemiche senza senso. Lo nomino responsabile nazionale trasporti e infrastrutture della Lega, riconoscendogli capacità e onestà assolute. Io rispetto le sentenze e conto su una assoluzione a fine processo, ma trovo incredibile che ci -IVsiano spacciatori a piede libero, e sindaci, amministratori e parlamentari», ha aggiunto Salvini, «accusati o condannati senza uno straccio di prova». Anche il premier, Giuseppe Conte, ha commentato la decisione dell'esponente della Lega: «II sottosegretario Edoardo Rixi», ha scritto in una nota il presidente del Consiglio, «mi ha comunicato la sua determinazione a rassegnare le proprie dimissioni dall'incarico di governo, a seguito del pronunciamento nei suoi confronti da parte del Tribunale di Genova. Desidero ringraziarlo per la sensibilità istituzionale manifestata e per il proficuo contributo fin qui fornito alle attività di governo. Desidero inoltre esprimere a lui e alla sua famiglia», ha aggiunto Conte, «la mia personale vicinanza, con l'auspicio che le sue ragioni possano prevalere nei successivi gradi di giudizio». La Lega non sostituirà Armando Siri e Edoardo Rixi: «II ministero delle Infrastrutture», ha precisato Salvini, «già faticava a lavorare prima, ma non nominerò alcun sottosegretario, perché conto che Siri e Rixi tornino a lavorare da innocenti. La condanna di Rixi mi ha stupito nel merito. Io rispetto tutto e tutti», ha aggiunto poi il ministro dell'Interno, «però ci sono vicende in queste settimane che mi fanno dire: Houston, abbiamo un problema!». Il leader della Lega non si è lasciato sfuggire l'occasione per lanciare una stoccata al M5S: «È comprensibile che un certo atteggiamento di soddisfazione per le condanne arrivi dalle opposizioni», ha sottolineato il vicepremier, «ma che arrivi da qualcuno che si dice alleato di governo è una cosa particolare». A chi gli ha chiesto se i ministri del M5S Elisabetta Trenta (Difesa), Danilo Toninelli (Infrastrutture e Trasporti) e Sergio Costa (Ambiente) debbano lasciare il governo, Salvini ha risposto così: «Non chiedo niente a nessuno: è chiaro che su alcuni settori ci sono problemi perché per difendere l'ambiente non puoi bloccare un interopaese. I militari meritano copertura politica totale: ho come avuto l'impressione che non tutti si siano sentiti protetti e tagliare gli investimenti sulla difesa è suicida. Lascio ad altri le scelte che competono loro, sono pienamente soddisfatto del lavoro dei ministri della Lega». Sulla votazione on line sul futuro di Luigi Di Maio, il leader del carroccio ha commentato con ironia: «Sono ottimista. Arriveranno tanti sì a Di Maio sulla piattaforma Rousseau e poi tanti sì dal M5S per far ripartire il paese. È bizzarro che 60 milioni di italiani siano in attesa di quel voto. Da stasera (ieri, ndr) alle 21 se si lavora si va avanti, ma se si ricomincia a bisticciare... La politica dell'insulto», ha precisato Salvini, «portata avanti da settimane è stata bocciata dagli italiani. Noi a questo governo ci teniamo, ma se qualcuno riprende a dire: no alla riduzione delle tasse, no alla Tav, no alla sospensione del codice degli appalti, uno, due, tre, quattro, cinque, sei no... gli italiani e la Lega non hanno tempo da perdere».

Foto: LEGAME II vicepremier Matteo Salvini e il viceministro Edoardo Rixi fanno il bagno dopo la vittoria di Marco Bucci alle comunali di Genova [Ansa]