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01/10/2020

Rivoluzione Irpef, scaglioni addio ognuno avrà la sua aliquota

La Repubblica - Claudio Tito

Il piano dell'esecutivo per la legge di bilancio
La riforma del governo segue il modello tedesco per favorire i redditi fino a 40 mila euro Oggi aggiornamento del Def, manovra da 25 miliardi. "Modello Genova" per gli appalti con fondi Ue
roma - Pil in crescita tra il 6 e il 7 per cento nel biennio 2021-2022 con l'obiettivo di ritornare alla situazione pre-Covid in due anni. Investimenti vicini al 4,5 per cento dello stesso Prodotto interno lordo e deficit che scenderà al 7 per cento nel 2021 rispetto al 10,8 per cento del disastroso anno in corso, e al 4,7 e 3 per cento nei due anni successivi. Ma soprattutto subito la riforma fiscale sul modello "tedesco" e una nuova "Semplificazione" per avere la certezza di immettere immediatamente nel circuito dell'economia i finanziamenti europei del Recovery Fund.
È questo il piano del governo che prenderà corpo con la legge di Bilancio e la cui formulazione inizierà nel Consiglio dei ministri convocato stasera per avviare l'esame della Nadef (la Nota di aggiornamento al Def), ossia il documento che aggiorna le previsioni economiche. Le mosse dell'esecutivo, ovviamente, sono tutte mirate a ricostruire un tessuto che negli ultimi anni si era lacerato e che la pandemia del Coronavirus ha distrutto facendo saltare tutti i precedenti parametri. Basti pensare che quest'anno il calo del Pil non ha precedenti recenti e che il debito potrebbe salire fino alla soglia record del 158 per cento. Una situazione cui fare fronte con urgenza e che per la maggioranza giallorossa è ormai diventata più di una semplice sfida.
Non si tratta di rimettere in ordine i conti pubblici ma di ridisegnare e ricostruire il Paese come accadde dopo la Seconda Guerra mondiale.
«Bisogna restituire fiducia ai cittadini», è la parola d'ordine che Giuseppe Conte ripete ad ogni riunione: «Va dato un segnale di ripresa in tempi brevi».
Oggi, dunque, ci sarà il primo passo. Seguito dal Documento Programmatico di Bilancio che verrà approvato il 15 ottobre e spedito a Bruxelles per comunicare gli obiettivi dell'esecutivo relativi all'anno successivo. E una decina di giorni dopo sarà la volta della Legge di Bilancio. Nella Nadef, che il ministero dell'Economia e la presidenza del Consiglio stanno ancora vagliando per le ultime limature, verrà prevista una crescita al 6 per cento nel 2021 e per l'anno successivo sarà introdotta una soglia leggermente più alta. L'idea è quella di ricostituire in due anni, in termini assoluti, il Pil precedente il Coronavirus. Il rapporto debito pubblico, invece, scenderà nei prossimi due anni al 150-152% (in parte dipenderà dalla quota di prestiti che verrà attivata e se verrà azionato anche il famigerato Mes). Il deficit sarà dimezzato rispetto al 2020 e la quota di investimenti schizzerà al 4,5 per cento, adesso è poco superiore al 2 per cento. Ma, appunto, queste sono solo le premesse. Perché da qui alla fine del mese di ottobre il governo proverà a giocare tutte le sue carte nella legge di Bilancio per dimostrare di aver avviato una nuova fase.
La prima, allora, sarà la riforma fiscale. L'ipotesi su cui sta lavorando l'esecutivo prevede un intervento in due tappe. L'idea di fondo è di varare una riforma complessiva dell'Irpef. Il modello di riferimento è quello tedesco che si basa su una curva crescente della tassazione: sostanzialmente ognuno potrebbe avere la propria aliquota e verrebbe ridotto il rischio dei cosiddetti "scaloni" superati i quali la percentuale di imposizione subisce un balzo netto. La finalità è quella di favorire in primo luogo le buste paga di chi guadagna fino a 40 mila euro. E favorire i consumi del ceto medio.
Un passo iniziale, secondo gli attuali programmi, sarà contenuto proprio nel pacchetto della Legge di Bilancio. Un modo per lanciare un segnale immediato, già negli stipendi di gennaio. Il secondo, più corposo, sarà inserito in una legge delega che dovrebbe essere approvata a dicembre o all'inizio del prossimo anno con i decreti delegati da predisporre entro la primavera.
L'intervento complessivo, infatti, riguarderà anche l'intero sistema delle detrazioni e delle deduzioni che al momento comporta una spesa per lo Stato di 75 miliardi. Somma da cui il governo può attingere per trovare altre risorse. In questo quadro verrà applicato l'Assegno Unico familiare di cui si è discusso in questi mesi. Nello stesso ambito - ma questa è allo stato solo un'ipotesi ancora da valutare pienamente - è possibile una revisione dell'Iva, con alcuni aumenti selettivi per chi paga in contanti e non elettronicamente. Il secondo perno si concentra sul Recovery Fund, o meglio su come spendere i fondi. La linea-guida su cui si stanno concentrando i ministri si basa sulla necessità di avere la certezza che quei denari verranno effettivamente spesi, e rapidamente. Evitando i cunicoli e i cul de sac della burocrazia. Per questo, quando verranno presentati all'Unione Europea i progetti per ottenere i finanziamenti, sarà anche messo a punto una sorta di nuovo decreto "Semplificazioni" per evitare che lacci e lacciuoli blocchino la circolazione della moneta spedita da Bruxelles. Il progetto è quello di "congelare" il codice appalti o replicare quello che ora tutti chiamano il "modello-Genova" con l'istituzione di una squadra di "supercommissari". Solo, però, in relazione ai fondi del Recovery.
Una sospensione temporanea delle procedure standard limitata esclusivamente a quei progetti.
La manovra complessiva, infine, si dovrebbe attestare intorno ai 25 miliardi. Si tratta di una cifra da considerare elastica. Dipenderà da quanti prestiti l'Italia chiederà all'Ue. La soluzione più probabile è che nel primo semestre del 2021 arrivino 10 miliardi di Grants (i soldi a fondo perduto che non vanno restituiti e non vanno a formare debito) e altrettanto di Loans (i soldi a prestito, da restituire e che formano debito pubblico). Il Tesoro vuole tenere bassa la quota di Loans nei primi due anni proprio per impedire che si comprometta la dinamica di discesa del debito. Ma nella maggioranza, c'è chi pensa il contrario. La battaglia è ancora sul Mes. Il Movimento 5Stelle, infatti, replica: aumentiamo subito la quantità di prestiti così non c'è bisogno di ricorrere al Mes. Su questo, però, il braccio di ferro è appena iniziato.

La manovra L'entità della manovra economica contenuta nella legge di bilancio per il 2021 dovrebbe attestarsi intorno ai 25 miliardi

I numeri

25mld

6-7%

150%

75mld

Il Pil Il piano del governo prevede per il prossimo biennio una crescita dell'economia compresa del 5 e del 7% annuo Il debito In due anni il rapporto tra il debito pubblico e il Pil dovrebbe scendere intorno al 150% dal 158% previsto per quest'anno in conseguenza del Covid Il fisco Per attuare la riforma fiscale il governo attingerà alle spese che attualmente lo Stato sostiene per l'intero sistema di deduzioni e detrazioni, che ammonta a circa 75 miliardi

Foto: MONALDO/POOL LAPRESSE/ANSA


Foto: kPremier Giuseppe Conte, è presidente del Consiglio dei ministri dal giugno 2018 Ieri ha partecipato all'assemblea annuale di Confindustria, l'associazione degli industriali italiani