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03/06/2021

Ritornare all’albo degli appaltatori Massimo ribasso entro una forbice

Il Tempo - GIUSEPPE MENARDI

L'INTERVENTO Superare le demagogie e i pregiudizi per una forma di affidamento trasparente ed efficace
L'introduzione del massimo ribasso sugli appalti pubblici, si dice prospettata in un primo tempo nel decreto semplificazioni del Governo Draghi, é saltata. Porre in questo modo la questione è un grave errore, perché non è vero che l'alternativa all'attuale sistema può essere solo il massimo ribasso. Bisognerebbe invece domandarsi se, l'offerta economicamente più vantaggiosa così com'è oggi, è un buon sistema per affidare la progettazione e la realizzazione delle opere pubbliche. E immediatamente dopo chiedersi: è questo il modo migliore per cercare di raggiungere i tre principali obiettivi che si prefigge la stazione appaltante quando affida un lavoro ? Ovvero ha scelto il migliore e più capace operatore economico disponibile, paga il giusto prezzo per il lavoro, ha garantito la sicurezza e la salute delle maestranze. Intorno al tema dell'affidamento delle opere pubbliche si è sempre puntato il dito sulla forma più facile ed esplicita che è il massimo ribasso. Mi pare che non fosse intenzione del Governo rendere il mercato selvaggio, nel senso proprio del termine, ovvero di affidare a chi offre il prezzo più basso la commessa. Come non è vero ciò che strumentalmente viene detto che con il massimo ribasso si scaricano i risparmi sulla forza lavoro, pagando sempre meno gli operai per stare sul mercato e questo a discapito proprio dei lavoratori. Ciò è falso perché l'attuale normativa è stringente e i costi della sicurezza non possono essere ribassati. Certamente un prezzo cosiddetto stracciato non è un buon viatico per la realizzazione di una buona opera. Per garantire la stazione appaltante sulla qualità dell'opera ci sono oggi moltissimi controlli e figure professionali all'uopo preposte che sono il direttore di lavori, il rup, il cse e altre minori. Sarebbe sufficiente che si pretendesse da costoro l'adempimento scrupoloso del loro compito. Nella fattispecie ad esempio i Sindacati dovrebbero preoccuparsi affinché, le figure che sovraintendono alla realizzazione di un'opera pubblica, siano responsabilizzati e rispondano delle loro inadempienze non solo di andare in piazza a piangere dopo un incidente. Non credo sia vero affermare, come ho letto da qualche parte che, la madre di tutte le riforme in questo ambito resta la riduzione delle stazioni appaltanti e l'urgenza di poter disporre di funzionari addetti ai controlli post-affidamento in numero straordinariamente maggiore agli attuali. Il personale addetto ai controlli, oggi in Italia, è assolutamente in linea con il resto d'Europa, tanto è vero che siamo la nazione, anche in questo con la contraddizione più evidente. Abbiamo il maggior numero di commissari straordinari, chiamati a gestire i cantieri, cioè un solo uomo al comando che è esattamente il contrario di ciò che si auspica quando si chiedono più controlli. Allora per trovare una forma di affidamento trasparente ed efficace è necessario superare la demagogia ed i pregiudizi. Non ci sarà mai un sistema meno burocratico se si continua a chiedere alle imprese che partecipano alle gare, magari presso la stessa stazione appaltante, di dimostrare ogni volta i requisiti. Forse è opportuno ritornare ad una sorta di albo degli appaltatori. Al contempo non è immaginabile in regime ordinario di pretendere dalle imprese che si facciano carico di sopperire alle deficienze della stazione appaltante in termini di qualità della progettazione e capacità di spesa. Infine non si può immaginare che un sistema profondamente clientelare e corrotto improvvisamente scopra la virtù. Il metodo del massimo ribasso potrebbe perciò essere la soluzione a condizione che l'offerta resti contenuta in una forbice, per esempio fra zero e venti per cento. Si garantirebbe così la certa e giusta remunerazione dell'appaltatore. Vincerà chi offrirà il ribasso che più si avvicina ad un dato oggettivo. Fra il serio ed il faceto potrebbe essere la variazione di temperatura del luogo in cui si aprono le offerte, proprio il giorno della apertura delle buste. Sarebbe questo un dato inoppugnabile, non contestabile e per quanto prevedibile, non certo.