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26/06/2020

Ritardi Inps, richiamo del premier La Corte dei Conti: ridurre le tasse

Corriere della Sera - Alessandro Trocino

Primo piano La ripartenza LA CRESCITA
Conte a Tridico: incentivi alle aziende che non ricorrono alla Cig. E in commissione bagarre con Gualtieri
ROMA
«Così non va, l'Inps non è stato all'altezza, che figura ci facciamo con la Cig pagata in ritardo e ancora non a tutti? Non sei stato trasparente». Giuseppe Conte è di pessimo umore e investe il presidente dell'Inps Giuseppe Tridico di tutta l'inquietudine di questi giorni, con un governo che pare arrancare. Oggi Conte terrà una nuova riunione di maggioranza a Palazzo Chigi, dopo il nulla di fatto di martedì sera. Sul tavolo del presidente ci sono tre dossier scottanti, accatastati sopra molti altri: il piano per il rilancio economico, che dovrà servire da base per i progetti da presentare nel recovery plan a settembre, il decreto Semplificazioni e la vicenda Aspi e Autostrade.

Tridico, uscendo, ha spiegato che «di pensioni non abbiamo parlato», ma «il presidente Conte ha voluto sapere tutto sulla cassa integrazione, abbiamo fatto una analisi dettagliata sui numeri e le criticità che condividiamo tutti». Restano fuori, ha spiegato, 150 mila lavoratori: i loro casi, dice in burocratese, «sono attenzionati». Ma il clima non è stato idilliaco. Conte ha ammesso che il sistema non funziona e non tutte le responsabilità sono dell'Inps ma poi ha aggiunto: «D'ora in poi devi supervisionare con attenzione, tutto deve filare liscio». Poi gli ha chiesto di «incentivare le aziende a non utilizzare la cassa integrazione in cambio di una robusta defiscalizzazione del costo dei lavoratori».


Non è l'unico motivo di irritazione del premier. Sul decreto Semplificazioni le opinioni di Pd e M5S divergono. Il Movimento vorrebbe sospendere per tre anni il codice degli appalti e seguire una sorta di deregulation. Ma il ministro Sergio Costa si oppone. Conte è irritato soprattutto dalle resistenze del Pd, che difende il codice degli appalti, voluto da Graziano Delrio.


Il premier insiste per la riduzione dell'Iva ma gli altri frenano. Nel frattempo arriva un messaggio dalla Corte dei Conti. Il procuratore generale Fausta Di Grazia chiede che si dia priorità a una riduzione delle tasse. Forti le critiche a Quota 100, per la quale «i risultati sono stati al di sotto degli obiettivi», e reddito di cittadinanza, perché «solo il 2% ha trovato lavoro con questa misura». La Corte interviene anche sul decreto Semplificazioni e spiega che è favorevole a «snellimenti delle procedure farraginose, ma bisogna evitare «un colpo di spugna alla responsabilità dei dipendenti pubblici».


Tra le grane, lo slittamento a metà luglio del decreto Rilancio dopo una burrascosa seduta in commissione Bilancio alla Camera con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, e i «superpoteri» dello stesso Mef, contestati anche dal dem Stefano Ceccanti: «Prendo atto che il governo, con un emendamento, si è mosso nella giusta direzione, quella di ripristinare i poteri del Parlamento sulla decisione di bilancio, inserendo un parere delle Commissioni». L'agenda del presidente in questi giorni è fitta di incontri. Dopo la riunione di maggioranza, il 1 luglio sarà alla Camera per un question time. Ma Conte teme soprattutto la situazione al Senato. Il trasloco da M5S alla Lega di Alessandra Riccardi ha diminuito il già esiguo margine di sicurezza. Altri, come Crucioli e Drago, sarebbero in partenza. La strategia di Conte è prendere tempo, anche per chiudere la finestra di luglio, che consentirebbe il voto a settembre. Ma vivacchiare non si può più.


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