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03/04/2021

Ristori in ritardo. «Boom di domande»

Corriere del Veneto - Marco Bonet

GLI AIUTI DELLA REGIONE A una mese dalla scadenza del bando ancora nessun bonifico. L'assessore Marcato: «Soldi da metà aprile»
arcato Molte più domande di quel che immaginavamo, anche perché abbiamo allargato al massimo la platea dei beneficiari
P er alcuni si è trattato di un eccesso di ottimismo e di fiducia nella «macchina» chiamata ad affrontare un'impresa monstre , senza precedenti. Per altri di un pizzico di presunzione, dettato dalla volontà di marcare una volta di più la distanza dallo Stato e dalle sue lungaggini, dando prova della proverbiale efficienza veneta; per altri ancora di un ingenuo salto nel buio della burocrazia, che tutto inghiotte. Sta di fatto che ad un mese dalla scadenza del suo «bando Ristori», la Regione non ha ancora liquidato un solo euro alle 14 mila imprese che vi hanno partecipato. E la tensione tra gli imprenditori, in tempi in cui anche piccole cifre si rivelano indispensabili per tirare avanti, comincia a salire alle stelle. Che poi non si tratta neppure di cifre piccolissime, anzi: complessivamente parliamo di 18,4 milioni di euro, 17,4 dei quali messi sul piatto dalla Regione con risorse provenienti dal decreto Ristori quater del governo Conte, più un altro milione finanziato da Unioncamere, poi delegata da Palazzo Balbi alla gestione operativa del bando nato per soccorrere tutte quelle attività che non rientravano negli aiuti stanziati da Roma: dalla filiera degli eventi (congressi, matrimoni, cerimonie) agli ambulanti con posteggi in aree eventi e stadi (i cosiddetti «fieristi»); dalla filiera del trasporto persone a quella dello sport, dell'intrattenimento, dei parchi divertimento e tematici (incluse le attività dello spettacolo viaggiante); e ancora, le attività culturali, il mondo dello spettacolo e i negozi di abbigliamento, calzature, libri e articoli di cartoleria penalizzati dai decreti e dalle ordinanze succedutisi in questi mesi perché all'interno di centri o parchi commerciali, la cui attività è stata sospesa ripetutamente. Le premesse avevano fatto brillare gli occhi a molti, per via della procedura adottata (nessun «click day», l'obiettivo è finanziare tutte le domande presentate, ovviamente purché abbiano le carte in regola, fino a esaurimento delle risorse disponibili) ma soprattutto per i tempi, visto che il bando è stato aperto il 10 febbraio, si è chiuso il 3 marzo, e all'articolo 9 assicura «la concessione e la liquidazione del contributo, indicativamente entro 30 giorni dalla chiusura dello sportello». Un termine decisamente breve per gli standard cui sono abituate le categorie ma proprio qui - come si diceva - stava il valore aggiunto dell'aiuto regionale: «Questa è la nostra risposta alla richiesta di aiuto dei settori messi in ginocchio dalla seconda ondata del Covid, che rischiano di non risollevarsi - aveva commentato Roberto Marcato, assessore allo Sviluppo economico - un bando attivato rapidamente, fatti non parole». Solo che i 30 giorni scadono domenica e non una sola azienda ha visto il bonifico sul suo conto corrente . Ora, tralasciando un piccolo inciampo verificatosi già il primo giorno (per un bug nel sistema informatico di Infocamere non potevano presentare domanda le imprese della provincia di Verona) pare che il problema nasca dalle verifiche amministrative imposte dal decreto Ristori sulle domande arrivate, di cui si sta occupando Unioncamere: un primo check è stato fatto sui requisiti di base, come l'appartenenza alle filiere indicate dal bando; un secondo check, tutt'ora in corso, riguarda la regolarità fiscale e previdenziale, il famoso «Durc» (se emergono irregolarità con l'Inail e l'Inps il contributo può essere utilizzato per pagare questi ultimi, mettendo a posto i conti); un terzo check ancora da iniziare per la stragrande maggioranza delle pratiche va fatto con la banca dati sugli aiuti di Stato. «Abbiamo cercato di fare il più in fretta possibile, la delibera per impegnare i fondi doveva essere approvata entro il 31 dicembre e ci siamo affidati al sistema camerale proprio per velocizzare ulteriormente i tempi - spiega ora Marcato -. Le domande, però, sono state tantissime, ben al di sopra di quel che immaginavamo, anche perché abbiamo voluto allargare al massimo la platea dei beneficiari. Unioncamere sta completando le verifiche e mi ha assicurato che i primi pagamenti partirann o nella seconda metà di aprile».

18,4

Milioni I fondi del «bando ristori» della Regione