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10/03/2021

Ristorazione all’Oncologico, sulla gara ponte rimane il «giallo» delle clausole superate

La Gazzetta Del Mezzogiorno

IRCCS «GIOVANNI PAOLO II» DI BARI
AUDIZIONE IN CONSIGLIO I dirigenti della Asl e dell'Istituto tumori difendono l'estensione per evitare le proroghe. Amati: è avvenuto il contrario
l Torna sotto i fari della Commissione Sanità del Consiglio regionale la vicenda relativa alla gara ponte per l'affidamento del servizio di ristorazione destinato ai pazienti ricoverati all'On clogico di Bari e agli utenti aventi diritto presso le strutture ospedaliere e sanitarie territoriali della Asl Bari. Come noto, si è estesa in all'Irccs «Giovanni Paolo II» una gara dell'Asl di Bari, forzando - secondo il consigliere regionale Pd Fabiano Amati - gli effetti di una norma che consente le estensioni solo in caso di prestazioni identiche per tipologia e qualità, previa un'analisi puntuale e dettagliata sulla convenienza. Di qui la necessità di fare chiarezza sulla gara indetta dall'Istituto nel maggio 2019 e dichiarata deserta, in cui erano state inserite delle clausole in merito all'adegua mento dei locali e integrazione e sostituzione delle attrezzature. Queste clausole però non sono state ritenute più necessarie nel disciplinare della gara indetta dall'Asl di Bari, di cui poi l'Irccs ha inteso avvalersi. La risposta arrivata dal direttore dell'Irccs in commissione è che si è temuto che la gara andasse deserta una seconda volta e non si è ritenuto di insistere su servizi aggiuntivi, che a suo dire nulla avevano a che vedere con la ristorazione. Per il direttore dell'Asl Bari la gara è stata regolarmente aggiudicata, adottando le procedure previste dal Codice degli appalti. Il servizio - a suo dire - è correttamente partito il primo febbraio e si tratta di una gara ponte subordinata alla risoluzione anticipata nel caso in cui InnovaPuglia, in qualità di soggetto aggregatore della Regione, proceda con la gara unica regionale di ristorazione ospedaliera. «Permangono tutti i miei dubbi sulla gara obietta Amati - mi pare di capire che le prestazioni richieste dall'Oncologico per la gara propria, andata deserta, non siano state ritenute utili per la gara dell'Asl di Bari a cui si intese poi aderire. Per questo diventa difficile capire in cosa sia consistita la convenienza dell'estensione, inoltre negata dalla Asl di Brindisi e approvata dalla Asl di Bari. È molto probabile, che tali speciali richieste fossero state il motivo della mancata presentazione di offerte, anche in considerazione del fatto che l'eventuale contratto avrebbe contenuto una clausola di risoluzione anticipata. Una vicenda molto complessa che lascia molti dubbi e mi consolida nell'idea che lo strumento dell'estensione sia in contrasto con la normativa comunitaria. 'Oncologico avrebbe potuto bandire almeno due altre gare ponte, correggendo magari le incongruenze economiche del primo disciplinare, evitando di concedere altre proroghe al gestore in carica, se è vero che il ricorso all'estensione era stato deciso - come è stato ripetuto in Commissione - per evitare proroghe». [red. reg.]