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19/07/2018

«Riscaldamento, appalti pilotati» I legali: gare regolari, e si risparmiò

Eco di Bergamo

Appalti pilotati, con gare cui erano invitate ditte non in grado di presentare offerte competitive o addirittura prive di requisiti. Tranne una, che vinceva puntualmente. È questo il meccanismo contestato dal pm Fabrizio Gaverini che ha chiesto il processo per 7 persone, accusate - a vario titolo - di falso e turbativa d'asta (qualcuno pure di reati fiscali) in merito a 4 appalti per la gestione e la manutenzione di impianti di riscaldamento e condizionamento in edifici comunali di Palosco, Zanica, Comun Nuovo, Urgnano e Dalmine. Si tratta di A. P., 47 anni, bresciano, legale rappresentante della Energeco di Rovato (Bs), la ditta che s'era aggiudicata le gare; la moglie M. M., 45 anni, amministratrice di diritto della Ssc Italia, accusata di evasione fiscale; G. M. S., 60 anni, ritenuto amministratore di fatto della Ssc; la figlia M. C. M. S., 30 anni amministratrice di diritto della Ssc; D. R., responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Palosco; G. P., 62 anni, funzionario di Gesidra, società a partecipazione pubblica; e C. C., 47 anni, all'epoca responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Dalmine.

Gli inquirenti erano partiti da un'interpellanza della minoranza consiliare di un Comune in questione e avevano esteso le indagini ad altri Comuni, constatando che le ditte partecipanti erano quasi sempre le stesse.

D. R. e A. P. sono accusati di aver pilotato l'affidamento 2012/2016 della gestione degli impianti termici negli edifici comunali di Palosco. Per l'accusa, su suggerimento dell'imprenditore, il responsabile dell'ufficio tecnico di Palosco avrebbe invitato ditte prive dei requisiti di partecipazione, tranne Energeco. «La mia assistita - spiega l'avvocato Michele Olivati - ha mutuato i nomi delle ditte da invitare da appalti precedenti, su suggerimento di una persona interna al Comune. L'ha fatto in buona fede e per un appalto che per importo - cioè sotto i 40.000 - prevedeva pure l'affidamento diretto».

G. P., funzionario di Gesidra e A. P., rappresentante legale di Energeco devono rispondere di due appalti del 2013 gestiti da Gesidra per conto dei Comuni di Zanica, Comun Nuovo e Urgnano. Per il pm, le ditte «di contorno» erano carenti delle attestazioni Soa che garantiscono la capacità di far fronte ad appalti superiori ai 150 mila euro. «Non c'è un elemento concreto che provi i reati contestati- dice l'avvocato Rocco Gargano, difensore del funzionario di Gesidra -. Gli inquirenti hanno trovato i nomi delle stesse ditte in più appalti e presumono che siano stati pilotati. . Più in là non si va. Ma potrebbe essere stato un passaparola fra Comuni, come accade spesso». C. C. l'allora responsabile dell'ufficio tecnico di Dalmine, il rappresentante di Energeco A. P. e i referenti della Ssc Italia, devono rispondere dell'appalto del 2013 per la manutenzione straordinaria degli impianti di condizionamento e riscaldamento degli edifici del Comune di Dalmine. Anche qui viene contestata alle ditte sconfitte la carenza di attestazioni Soa e la procedura di partecipazione errata (due hanno formulato l'offerta via fax anziché in busta chiusa, un offerta era priva di cauzione necessaria). «È contestata la mancanza di requisiti Soa, che non erano necessari - dice l'avvocato Federico Merelli, difensore di C. C. già responsabile dell'ufficio tecnico di Dalmine -, L'appalto era di importo inferiore ai 150 mila euro».

«Gli appalti sono tutti regolari - sottolinea l'avvocato Luca Pastorelli, che assiste il rappresentante di Energeco -. Dati alla mano, dimostreremo che con Energeco gli enti pubblici hanno risparmiato. Appalti pilotati? Perché un pubblico ufficiale dovrebbe favorire una ditta? Per avere soldi o regalìe, è la risposta più logica. Ma in quest'inchiesta la corruzione non è contestata». L'udienza preliminare di ieri, per difetto di notifiche, è stata rinviata al 3 ottobre

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