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09/07/2019

«Risarcimenti troppo complessi cittadini costretti a rinunciare»

Il Gazzettino

Allarme di residenti, tecnici e amministratori; a 10 giorni dal termine molti potrebbero desistere
TRA LE CARTE
BELLUNO Vaia continua a colpire. Prima milioni di danni provocati un po' ovunque nel Bellunese, ora la guerra con la burocrazia per riuscire a portare a casa i risarcimenti. «Pile e pile di carte - afferma sconsolato un cittadino di Colle Santa Lucia, Davide Colcuc - che perfino i professionisti si rifiutano di compilare. E io, dopo aver bussato alla porta di cinque tra geometri e ingegneri, mi ritrovo alla vigilia della scadenza con un pugno di mosche». Della serie, becco e bastonato. E che quella dei rimborsi sia una strada in salita lo affermano pure tecnici e sindaci. «Procedure macchinose - sottolinea Luca Luchetta, presidente dell'Ordine degli ingegneri - e per fortuna che almeno la scadenza è stata fatta slittare di nove giorni. Non tantissimo ma almeno qualcosa». «Assisteremo - è il parere del primo cittadino di La Valle Agordina Ezio Zuanel - alla rinuncia di richiesta risarcimento da parte di moltissimi cittadini».
LO SFOGO
«Manifesto una profonda amarezza - dice Davide Colcuc - nei confronti della deludente esperienza relativa ai risarcimenti post Vaia, previsti dall'ordinanza numero 10 del 4 giugno scorso a firma del commissario delegato Luca Zaia. Gli eventi alluvionali dello scorso ottobre hanno provocato pesanti danni sia alla mia abitazione che a quella dei miei genitori. Proprio per cercare di rientrare almeno in parte dalle ingenti spese che dovrò affrontare, ho contattato un tecnico per la stesura della domanda di rimborso con perizia asseverata, come richiesto dal bando. Dopo il suo diniego ho ricevuto altri quattro no. Nemmeno uno dei cinque professionisti che ho interpellato, dopo avere valutato la complessità e la mole di dati richiesti, hanno ritenuto di procedere in merito. Da precisare che già nel mese di novembre 2018, dopo il sopralluogo del tecnico comunale, il Comune di Colle aveva raccolto, documentato e protocollato tutti i danni subiti. Ma, evidentemente, la Regione non ritiene veritieri tali dati se non li dà per assodati e non li prende in considerazione. Alla luce di tutto ciò - conclude - ho avuto l'ennesima conferma di quanto i nostri burocrati lagunari siano distanti e miopi dalla realtà della gente che vive e lavora in quota».
IL PROFESSIONISTA
«La cosiddetta domanda asseverata richiesta dal bando Vaia - dice Luca Luchetta, presidente dell'Ordine degli ingegneri - non è delle più semplici. E' un po' macchinosa e lunga da completare. A ciò si aggiungevano i tempi ristrettissimi di presentazione che, per fortuna, sono stati fatti slittare di nove giorni. Dobbiamo però vedere anche il lato positivo e cioè che l'assoluta rigidità di questa prima fase dovrebbe essere compensata da una gestione più fluida, in un secondo momento, dell'acquisizione del tutto da parte degli uffici regionali. E ciò, a cascata, dovrebbe snellire i tempi di liquidazione».
L'AMMINISTRATORE
«Di fronte a certe procedure complicatissime e pure costose - afferma il sindaco Ezio Zuanel - mi vien da pensare maliziosamente che tutto venga costruito apposta affinché possa accedere ai risarcimenti il minor numero di persone possibili. Come Comune abbiamo invitato la nostra ragioniera a contattare tutti i cittadini danneggiati spiegando loro l'iter da seguire. Stiamo parlando di una pratica asseverata che chiede obbligatoriamente la mano di un professionista. Ma anche quest'ultimi, che qua da noi non sono poi molti, sono oberati di lavoro e a tanti utenti-clienti dicono che non ce la faranno a portare avanti la loro istanza. E così tante pratiche si areneranno, con la quasi certezza che i soggetti in causa, poi, rinunceranno a presentare la conta dei danni. Sorbendoseli loro senza protestare, come nella miglior tradizione montanara bellunese, costi e incombenze».
Raffaella Gabrieli