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18/04/2020

Ripartire si può. E senza Covid-tax

MF - Angela Zoppo

PROPOSTA PARTE «RICOSTRUIRE L'ITALIA!, THINK TANK DI IMPRENDITORI ED ECONOMISTI
Il promotore Stefano Parisi con Tria, Rubbettino & C: subito un bond italiano da 30 mld e liquidità diretta alle imprese
Imparare a convivere col virus per far ripartire l'economia, in attesa che arrivi il vaccino. «Se resteremo immobili ne usciremo devastati, con un'economia arretrata, povertà raddoppiata, debito esploso, forti tensioni sociali e il rischio che le opportunità offerte da una ripresa mondiale siano soffocate dalla burocrazia e da un ulteriore intollerabile incremento della pressione fiscale, specie sui patrimoni». Con questa premessa Stefano Parisi, politico ed ex direttore generale di Confindustria, ha raccolto una quarantina di imprenditori, professionisti e accademici attorno al progetto Ricostruire l'Italia, «un piano operativo che vuole offrire un contributo per superare l'emergenza e rilanciare l'economia». Da ieri il documento è sul tavolo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del premier Giuseppe Conte e del capo della task force, Vittorio Colao, col suo lungo elenco di firmatari: oltre a Parisi, Alessandro Banzato, Giuseppe Bertagna, Raffaele Calabrò, Massimo Caputi, Giovanni Castellaneta, Luca De Michelis, Nicolò Dubini, Elia Federici, Vito Gamberale, Giampaolo Galli, Antonio Gozzi, Paolo Garonna, Donato Jacovone, Emmanuele Massagli, Lorenzo Ornaghi, Fabio Pamolli, Francesca Pasinelli, Paolo Pizzarotti, Riccardo Puglisi, Florindo Rubbettino, Maurizio Sacconi, Filippo Satta, Filippo Sgubbi, Roberto Spada, Giovanni Tria e Maurizia Villa. «La priorità resta l'emergenza sanitaria, ma dovremmo cambiare prospettiva: non più tutti a casa, ma tutti fuori, e a casa solo positivi e persone a rischio», spiega Parisi a MFMilano Finanza, «Servono i big data per mappare chi è malato, come viene fatto in Israele e Corea del Sud. Per questo è cruciale avere subito l'app per la geolocalizzazione, oltre a mascherine e tamponi su larga scala. Va fatto per proteggere chi torna a lavorare». Liquidato come «provocazione politica» lo strappo in avanti annunciato dalla Lombardia, Parisi ne ha anche per il governo: «La pandemia ha investito l'Italia nel momento della sua massima debolezza istituzionale, con una burocrazia sempre più pesante», afferma Parisi. Ed eccole le prime proposte: per le imprese abbassare la pressione fiscale sotto il 40%, fiscalità agevolata per le start-up per 3/5 anni e liquidità diretta. «C'è la proposta Tria di un fondo che versi alle imprese una quota pari al fatturato perso durante il lockdown, per esempio», sottolinea Parisi, «ma lanciamo anche l'idea di un Prestito Italia, 30 miliardi di euro a scadenza decennale. Sarebbe la più valida alternativa a una patrimoniale che, è dimostrato, ha sempre avuto l'effetto collaterale di rallentare i consumi». Ci sono poi proposte più estreme: cancellazione dell'Anac e del codice degli appalti, con l'eliminazione del reato di abuso d'ufficio per i funzionari pubblici. «So che non andrebbe giù a buona parte del governo, ma è un fatto che chi lavora nella PA è paralizzato dalla paura, e questo ci condanna all'immobilismo». Completano le misure un'Agenzia per la ricerca, incentivi per gli investimenti privati, detrazione dell'80% degli investimenti in start up innovative; incentivi fiscali per favorire gli investimenti stranieri, proroga scadenze fiscali di 4 mesi e scadenze spalmate in 12 rate successive al tasso del 3%. «Rischiamo di vedere il pil al -9%», conclude Parisi, «non c'è più tempo da perdere». (riproduzione riservata)

Foto: Stefano Parisi