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04/07/2020

Riparazione mezzi, nel mirino l’appalto: 4 indagati alla Team

Il Messaggero

`Le accuse: frode in pubbliche forniture, truffa indebita percezione di fondi e abuso d'ufficio
L'INCHIESTA
Gli uomini della Guardia di finanza in supporto agli agenti della Polizia stradale e ai Carabinieri, ieri mattina, si sono presentanti negli uffici della Team a Carapollo per eseguire un decreto di perquisizione nell'ambito dell'inchiesta firmata dal sostituto procuratore Davide Rosati sulla manutenzione dei mezzi per la raccolta dei rifiuti. Quattro sono allo stato attuale gli indagati tra imprenditori, esponenti ed ex esponenti della Team. Le ipotesi di reato per le quali si procede in questa fase sono la frode nelle pubbliche forniture, la truffa, l'indebita percezione di fondi pubblici e l'abuso d'ufficio. Reati gravi che se confermati dagli inquirenti potrebbero far scoppiare un vero e proprio scandalo in città. Ieri mattina Finanzieri e poliziotti si sono presentati in supporto ai Carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria che stanno portando avanti l'intera inchiesta coordinata dal pm Rosati. A far aprile il fascicolo, inizialmente contro ignoti, è stato un esposto che segnalava la mancata manutenzione della flotta dei mezzi della Team. Il sospetto, tutto da accertare in questa fase delle indagini, è che contrariamente a quanto previsto dall'appalto a sei cifre con una ditta abruzzese, la manutenzione dei mezzi per la raccolta dell'immondizia sarebbe stata fatta sotto un capannone della stessa Team trasformata in officina. E' da lì, quindi, che gli inquirenti sono partiti, una gara europea a procedura aperta per l'affidamento del servizio di manutenzione programmata e periodica che a fine 2017, quando non era stata ancora conclusa, avrebbe dovuto garantire, secondo quanto si legge nello stesso bilancio d'esercizio di tre anni fa, un contenimento dei costi alla società e offrire migliori prestazioni tecnico operative nelle attività su strada. Ma evidentemente il meccanismo potrebbe essersi inceppato e qualcuno potrebbe averci potuto vedere un guadagno in quell'appalto che si aggira intorno ai due milioni di euro per una manutenzione che secondo gli investigatori non sarebbe stata fatta ad opera d'arte dalla ditta aggiudicatrice della gara, ma piuttosto sotto i capannoni della stessa Team in contrada Carapollo, trasformate in officine non autorizzate. Sulla scrivania del pm Rosati il fascicolo, intanto, nel corso dei mesi è diventato sempre più voluminoso. Non è escluso, infatti, che all'interno stiano entrando anche altri elementi che nel frattempo sono emersi. Finanzieri, poliziotti e carabinieri avevano già bussato alla porta degli uffici Team in passato per fare acquisizione di documenti. Ieri, invece, sono stati portati via atti e supporti informatici. E' ipotizzabile, quindi, che sulla mole di materiale fin qui acquisito il magistrato potrebbe anche decidere di affidare una consulenza. Tutto questo mentre quattro persone sono già state iscritte nel registro degli indagati, due imprenditore e due esponenti ed ex esponenti della stessa Team, un numero che potrebbe anche aumentare mentre l'inchiesta chiarisce un quadro accusatorio che disegna una realtà a tinte fosche.
Teodora Poeta
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