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06/06/2019

Rio Mannu, si attende il via libera della Regione

La Nuova Sardegna - di Gavino Masia

Il progetto per il Pit fluviale è arrivato alla Valutazione di impatto ambientale Una volta superato questo scoglio, il Comune potrà bandire le gare d'appalto
di Gavino MasiawPORTO TORRESLa discesa ecologica delle trentotto canoe che domenica mattina hanno percorso i primi due chilometri e mezzo del rio Mannu aveva come obiettivo di risvegliare l'interesse dell'opinione pubblica su un corso d'acqua che aspetta da sedici di anni di essere valorizzato nella parte più vicina alla città e al maestoso Ponte Romano. Gli organizzatori del Lions Club Porto Torres volevano infatti mettere in luce che tra le bellezze del territorio c'è sicuramente il fiume Mannu, che però attende da tanto tempo di essere valorizzato appieno con gli interventi previsti dal progetto di sistemazione idraulica finanziato con una somma di 6milioni e 700mila euro. La proposta progettuale ha avuto diverse elaborazioni a causa di vincoli, interferenze e prescrizioni presenti nell'area di studio. Perché si è cercato di conseguire l'obiettivo di una adeguata mitigazione del rischio di inondazione molto elevato, contemperando le esigenze archeologiche, paesaggistiche e ambientali dell'area. La Regione ha prorogato di recente il finanziamento per il programma di difesa idraulica del fiume, valutando positivamente il fatto che il progetto si trovi in una fase avanzata rispetto ad altri prospetti di questo tipo finanziati in altri centri della Sardegna. «Siamo entrati infatti nella procedura di Valutazione di impatto ambientale - assicura l'assessore ai Lavori pubblici Alessandro Derudas -, alla fine della quale la Regione emetterà il parere. Una volta ricevuto l'ok, il Comune potrà avviare l'iter per la gara d'appalto». La prima attività progettuale è stata la redazione del progetto preliminare inoltrato all'assessorato regionale ai Lavori pubblici nel 2004 e la conseguente firma dell'Accordo di programma per l'ottimizzazione del bando Pit SS1. Il piano di caratterizzazione, in quanto l'area ricade nel Sito inquinato di interesse nazionale, è stato trasmesso nel 2006 al ministero dell'Ambiente e successivamente modificato, su indicazioni dell'Arpas, nel febbraio 2008 e reso attuativo nel 2010. Le attività di campionamento e analisi effettuate fra il 2001 e 2012 e i risultati validati da Arpas nel 2013. Passaggi burocratici che hanno comportato un intervallo di tempo lungo 16 anni, comunque, mentre ora serve solo che la pratica arrivi definitivamente al Comune per indire l'appalto dei lavori previsti in progetto. L'intervento più importante riguarda il tratto terminale del rio, in quanto riconosciuto critico dal Piano di assetto idrogeologico regionale perché sede di fenomeni alluvionali a pericolosità molto elevata. La sistemazione idraulica prevede invece il risanamento degli ambiti degradati, l'ampliamento della foce e la riqualificazione delle aree di pregio per la fruizione pubblica. «Dopo tanti anni siamo vicini all'avvio della realizzazione di un'opera pubblica attesa dalla comunità - conclude l'assessore Derudas - , i nostri uffici hanno lavorato a stretto contatto con tutti gli altri enti competenti e li ringrazio per l'impegno che ci stanno mettendo per risolvere i problemi di un iter davvero complesso. È obiettivo dell'amministrazione rendere, con questo progetto, il nostro fiume più sicuro e restituirlo alla cittadinanza nella sua piena funzionalità, anche per attività da dedicare al tempo libero e alla fruizione turistica».