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01/10/2021

Rincari del 36% per gli ausili sanitari, gare a rischio

Il Sole 24 Ore - Sara Monaci<

Le commesse regionali
Le forniture per la sanità rischiano lo stop tra poche settimane
MILANO

Il servizio sanitario nazionale rischia di andare in tilt tra poche settimane nel segmento delle forniture degli ausili per i pazienti che hanno bisogno di sostegno alle attività quotidiane, tra cui la deambulazione. Stiamo parlando per esempio di carrozzine, deambulatori e sistemi di sollevamento elettronici più complessi.

Il motivo è che anche per questo settore il rincaro nella produzione dovuto all'aumento delle materie prime si è fatto sentire (accompagnato peraltro da quello dell'energia). Il risultato è che il prodotto finito ha un costo medio del 36% in più, dovuto all'aumento dell'acciaio, dell'inox, della plastica. Una percentuale alta, che in molti casi sta facendo saltare il piano finanziario e la tabella di marcia delle aziende. Pur avendo infatti partecipato alle gare indette soprattutto dai sistemi sanitari regionali pubblici (attraverso le Asl o le centrali d'acquisto), si trovano ora nella condizione, nella maggior parte dei casi, di non riuscire a rispondere a quelle rischieste, rinunciando così a consegnare le forniture.

Il problema è duplice: da una parte certamente ci sono le imprese e i lavoratori che rischiano di perdere gli incassi della gara

L'allarme è stato lanciato dall'Associazione Ausili di Confindustria dispositivi medici, che raccoglie oltre 320 imprese, con un fatturato medio che va dai 20 ai 50 milioni, a cui si aggiungono poche multinazionali. «Abbiamo chiesto spesso una revisione delle basi d'asta, come peraltro è previsto dal codice degli appalti in situazioni straordinarie, conclamate e dimostrabili, tuttavia non abbiamo trovato risposte positive da parte del settore pubblico - sottolinea Alessandro Berti, presidente dell'associazione - Ma dobbiamo tenere presente che tra poche settimane potrebbe esserci il rischio di non avere sufficienti carrozzine e presidi medici, necessari alla popolazione».

Le gare hanno infatti basi d'asta di tre o quattro mesi fa, che dal punto di vista dei prezzi delle materie prime rappresenta un'altra epoca. La situazione è eterogenea, ogni regione viaggia per conto suo. Gli esempi più significativi sono le gare che stanno per andare in aggiudicazione nel Lazio e in Lombardia, la prima del valore di 66 milioni e la seconda da 86 milioni. Entrambe potrebbero subire ritardi, e in entrambi i casi gli imprenditori stanno chiedendo di rivedere il prezzo contemplando l'aumento di oltre il 30%. In Puglia il problema è stato risolto con un confronto tra le parti, mentre in Liguria, in una gara da 19 milioni, viene rilevato il paradosso che la cifra è addirittura basata sulle commesse di 3 o 4 anni fa.

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L'Associazione Ausili di Confindustria dispositivi medici raccoglie oltre 320 aziende