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21/01/2021

Rimpallo sulle competenze del giudice: il Comune paga le spese

QN - La Nazione

Una vicenda giudiziaria nata dalla mancata assegnazione di un appalto per una scuola
SCANDICCI Ventimila euro di spese legali per un rimpallo di competenze e un contenzioso che va avanti dal 2007. La storia sembra assurda, ma in realtà il Comune di Scandicci è stato condannato a pagare 20.427,68 euro al termine di un batti-e-ribatti in aula di tribunale per capire quale fosse il giudice competente a dirimere la vertenza che vede protagonista l'amministrazione comunale cittadina. Chiamata in causa nel 2007 dal raggruppamento d'imprese che si era visto revocare dal dirigente comunale delle Opere pubbliche l'appalto per i lavori della scuola Spinelli, e che chiedeva 300mila euro come rimborso per i lavori mancati. Costituitosi in giudizio davanti al tribunale di Firenze, il Comune sostenne che il giudice ordinario non fosse competente in materia. Il giudice, due anni, dopo dette ragione all'amministrazione: doveva essere il Tar a risolvere la questione. Le spese legali (11mila euro allora) erano a carico di chi aveva fatto ricorso. Le aziende fecero ricorso in appello, e presentarono la causa davanti al Tar. Ma anche i giudici amministrativi, davanti alla Cassazione, si dichiararono incompetenti. Era il 2016. La Corte Suprema ha risposto nel 2018: effettivamente la giurisdizione non era del Tar ma del giudice ordinario. Il 6 febbraio dello scorso anno, la Corte d'appello ha finalmente sciolto l'arcano: sarà il tribunale di Firenze a decidere su questa controversia. Tutto questo giro di aule di tribunale, 13 anni di avvocati, di decisioni su chi è competente, di burocrazia e timbri costerà appunto 20mila euro. Di soldi dei cittadini.