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23/03/2021

Rimosso l’Hot spot covid «Inutile e troppo costoso»

La Nuova Sardegna - di Luigi Soriga

La struttura è costata 54mila euro: 10 pazienti al giorno e solo un mese di utilizzo Il commissario Temussi: va contro le linee antipandemia, affidamento irregolare RIZZEDDU»BRACCIO DI FERRO TRA ATS E ASSL
di Luigi SorigawSASSARIPer due mesi di non utilizzo, cioè dal 1 dicembre al 31 gennaio, è costata 54mila 371 euro e nei giorni scorsi la tendocopertura di Rizzeddu è stata smantellata. L'Hot Spot covid ha operato per circa tre settimane, prendendo in carico non più di dieci pazienti al giorno, ma assorbendo per il suo funzionamento due medici Usca con turni da 6 ore, (compenso di 40 euro lordi all'ora) due infermieri e un tecnico di laboratorio. Così è nato un braccio di ferro tra il commissario straordinario dell'Assl di Sassari Flavio Sensi, e il commissario dell'Ats Massimo Temussi, andato avanti con una serie di comunicazioni dure e incalzanti e poi sfociato in Consiglio regionale con interrogazioni e mozioni. In sintesi l'Ats ha bacchettato pesantemente l'Assl rimproverando di aver realizzato di propria iniziativa l'Hot spot, cioè un punto istantaneo di soccorso e terapia Covid, senza prima concordare il progetto con la direzione aziendale e dunque senza aver alcuna valutazione e approvazione. La seconda sottolineatura riguarda il fatto che, un simile servizio come quello allestito a Rizzeddu, non è contemplato in alcun atto di programmazione dell'Ats. Tutt'altro: Temussi, nelle sue mail ribadisce che la Regione, recependo le indicazioni Ministeriali, ha emanato, a sua volta, diversi atti contenenti indirizzi di programmazione e di gestione dell'emergenza pandemica, tra cui le indicazioni per la gestione del caso sospetto Covid-19. Tutti i documenti emanati in questi mesi dai diversi soggetti istituzionali, raccomandano sempre l'isolamento del soggetto sospetto per evitare il diffondersi dell'infezione e le "Linee di indirizzo" prevedono che il paziente che manifesta sintomi simil-influenzali debba isolarsi e contattare per telefono il medico di famiglia che sulla base del triage telefonico valuta le azioni necessarie: ad esempio la sorveglianza clinica telefonica oppure l'attivazione delle Usca e nel caso di paziente sospetto, il tampone deve essere eseguito nel domicilio del paziente. Perciò, fa notare l'Ats, la tipologia della struttura Hot-spot, come proposta dalla Assl di Sassari, si pone in evidente contrasto con la programmazione delle attività da mettere in campo per la gestione pandemica, dal momento che prevede lo spostamento dei potenziali vettori di contagio. Le Usca, mobilitate proprio per evitare i rischi di propagazione della catena di infezioni, sono unità speciali di continuità assistenziale che svolgono cure domiciliari per i pazienti covid. Insomma, la struttura amovibile di Rizzeddu avrebbe il peccato originale di una inutilità di fondo, ma le critiche non si fermano qui: è stata affidata senza alcuna gara, e realizzata con attrezzature pagate con risorse pubbliche a un prezzo decisamente superiore rispetto alle tariffe presenti sul mercato elettronico Consip a cui ogni amministrazione pubblica dovrebbe fare riferimento. «La Assl si è rivolta alla società Claudio Rotunno Event Designer per tre tipi distinti di forniture, contravvenendo alle norme sugli appalti. E per quanto riguarda la procedura di verifica della congruità dell'offerta per il noleggio della struttura, la Direzione ASL di Sassari si è limitata a recepire acriticamente le giustificazioni dello stesso operatore offerente senza attuare ulteriori indagini di mercato».Problemi anche per il documento di valutazione rischi (DVR), aggiornato dopo l'acquisizione della certificazione elettrica, ma mai controfirmato da Temussi e quindi privo di validità.