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21/07/2018

Rilievi Anac, la Regione è ottimista: adesso più ambiente e meno esuberi

Corriere del Mezzogiorno

Emiliano: «Condiviso il nostro giudizio». E aspetta la prossima mossa di Arcelor Mittal Riaprire il confronto Nessuno vuole scommettere sulla revoca della vendita. Si auspica la ripresa del negoziato con il gruppo franco indiano Lo scontro L'ex viceministra Bellanova attacca: «Il governo ci dica se vuole la chiusura»
Le prime ore dopo lo choc sono cariche di attesa. La domanda che rimbomba nella testa di tutti è scontata: cosa succede ora? Cosa ne sarà dell'Ilva dopo che l'Anac ha messo in evidenza varie «criticità» nella procedura di assegnazione del complesso industriale ad Arcelor Mittal? Cosa succederà dopo che il vice premier Luigi Di Maio, titolare del dossier, ha definito quella procedura «un pasticcio» che «ha leso il principio della concorrenza» e impedito che si affermasse «la migliore offerta», ossia quella avanzata dalla cordata concorrente Acciaitalia, guidata da Jindal? La Regione Puglia - con la lettera a Di Maio che ha fatto scaturire l'intervento di Anac - è divenuta centrale, dopo i tempi bui del contrasto con il governo precedente e l'emarginazione dai nodi cruciali del dossier. Ebbene, in Regione l'aria è distesa. Non solo perché, come dice il governatore Emiliano, «l'Anac condivide il giudizio che noi avevamo dato». E neppure perché ora «il contatto con il ministero è quotidiano». C'è un'altra ragione che rende l'aria distesa. La valutazione nello staff di Emiliano è che la procedura, nonostante tutto, non salterà. E che, piuttosto, le argomentazioni di Anac sul piano giuridico e di Di Maio sul versante politico, potranno indurre Arcelor Mittal a modificare l'offerta: nei punti sui quali Anac ha rilevato le «criticità» e sulle questioni che sono a cuore alle parti sociali e politiche. In sintesi. L'Anac obietta sul rinvio dell'attuazione del piano ambientale (dal 2016 al 2023) e sulla mancata fase dei rilanci. Ebbene, si ipotizza che Arcelor Mittal possa essere indotta ad accelerare sull'applicazione delle prescrizioni ambientali. Anche per ragioni giuridiche: se non procedesse, la magistratura, dopo il superamento dell'immunità penale garantita ora ai commissari, potrebbe tornare a muovere delle contestazioni. E sequestrare le aree inquinanti, facendo rotolare il pallino del gioco al punto di partenza (i sequestri del 2012). Insomma, a questo punto Arcelor sarebbe indotta a mettere più soldi per attuare più velocemente le prescrizioni ambientali e poi a ridurre gli esuberi previsti. Il futuro andrà in questa direzione? È molto probabile. Del resto, lo stesso Di Maio nei giorni scorsi (ma prima dell'intervento Anac) ha fatto sapere che aspettava dei miglioramenti nella proposta di Arcelor. La stessa azienda franco indiana ha già manifestato disponibilità (leggi a pagina 3). Si vedrà. Intanto il vice premier, parlando alla Camera (Aula deserta, solo 7 presenti), ha dedicato la procedura di accertamento sul caso Ilva ai tarantini del quartiere Tamburi. Anche se non trascura il mantra della narrazione grillina. «Per il governo - dice Di Maio - prima della tutela ambientale e occupazionale, viene la tutela della legalità». Per Emiliano sono ore di soddisfazione. Il governatore si augura che Di Maio «prenda la decisione giusta» per «tutelare la salute» dei tarantini e tenga conto anche delle «esigenze produttive» del Paese. «Noi vogliamo decarbonizzare quella fabbrica - conclude il governatore - e metterla in sicurezza». Non tutti plaudono all'indirizzo del governo. «Di Maio - afferma l'ex vice ministra Bellanova, parte attiva nel precedente negoziato - dica chiaramente se vuole chiudere l'Ilva. L'Anac ha rilevato criticità e non illeciti. Il ministro ci dica se ritiene la gara, preparata con l'ausilio dell'Avvocatura dello Stato, ancora valida. O se ritiene di chiuderla. Acciaitalia (cordata soccombente, ndr) avrebbe potuto fare ricorso al Tar se fosse vero quanto sostiene Di Maio. La sua offerta era di 1 miliardo e 50 milioni, rispetto al miliardo e 800 di Mittal: una differenza di 700 milioni che sono finiti in tasca ai creditori di Ilva». «Di Maio - critica la deputata tarantina Ylenia Lucaselli (Fdi) - usa toni apocalittici forse perché è alla ricerca di una exit strategy». «Sulla vendita - dichiara Nicola Bavaro, Sinistra italiana - avevamo ragione noi. Ilva è stata venduta con un piano che prevedeva mazzate per i lavoratori, nessuna tutela e nessun miglioramento ambientale. L'unica cosa da fare è annullare la gara e mettere l'Ilva in mani pubbliche». Francesco Strippoli La gara e i punti contestati Dopo la lettera del governatore l'intervento dell'Anticorruzione L'Anac (autorità anti corruzione) ha risposto ad una lettera inviatale dal ministro Di Maio su sollecitazione della Regione Puglia. L'Anac intravede tre «criticità» nella procedura con cui è stata venduta l'Ilva. L'Anac spiega che è titolata ad intervenire perché la procedura, benché esclusa dal Codice degli appalti, prevede l'obbligo di procedure improntate al rispetto di principi di parità di trattamento, trasparenza e non discriminazione. 1 Sono tre i rilievi sollevati Il tema dell'inquinamento La prima delle tre criticità riguarda il Piano ambientale. Il bando prevedeva che si portasse a termine entro il 31 dicembre 2016, successivamente si è stabilito il 2023. Tale spostamento è avvenuto quando le aziende concorrenti si erano ridotte a due. Le altre che si sono ritirate, potrebbero essere state indotte all'abbandono dai tempi troppo severi e dagli investimenti massicci necessari 2 Le scadenze intermedie e i mancati rilanci delle cordate Una seconda criticità (nodo spinoso) riguarda le scadenze intermedie: non sono slittate ma erano vincolanti. Secondo l'Anac il mancato integrale adeguamento alle prescrizioni potrebbe essere sanzionata con l'esclusione dalla gara. Ma la valutazione spetta al Mise, dunque è decisione politica. Ci sono poi i rilanci finali. L'avvocatura dello Stato aveva escluso che fossero necessari, l'Anac la pensa diversamente 3

Foto: i Maio È stato leso il principio della concorrenza. La procedura è stato un pasticcio, le regole del gioco sono state cambiate in corsa


Foto: Colosso dell'acciaio Una veduta dell'Ilva di Taranto

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