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09/06/2020

Rilancio a costo zero

Milano Finanza - Dario Immordino

QUELLO CHE SERVE PER NON PERDERE ANCORA TERRENO E TEMPO PREZIOSO
In Sicilia il modello di sviluppo incentrato sulla gestione e distribuzione di risorse ha prodotto risultati fallimentari, facendo lievitare i livelli di spesa Dove è necessario ricercare gli indispensabili incrementi di efficienza
Per fronteggiare le drammatiche conseguenze economiche dell'emergenza sanitaria le politiche pubbliche si sono sinora incentrate sull'adozione di misure eccezionali volte a sostenere il sistema di welfare e ad assicurare liquidità alle imprese. Tuttavia per garantire l'efficiente erogazione delle prestazioni sociali ed evitare una massiccia perdita di posti di lavoro e di capacità produttiva non è sufficiente stanziare risorse pubbliche, poiché la proliferazione di oneri ed adempimenti burocratici e l'inefficienza amministrativa rischiano di pregiudicarne la tempestiva erogazione, compromettendo la situazione del sistema produttivo e vanificando gli ingenti stanziamenti: basti pensare alla vasta gamma di disfunzioni dell'assetto istituzionale e dell' attività amministrativa che non consente di trasformare circa 200 miliardi di risorse già stanziate in infrastrutture e pagamenti alle imprese e che ha notevolmente rallentato l'erogazione dei fondi relativi ai trattamenti di cassa integrazione. Efficienza amministrativa è centrale Non a caso il Rapporto Doing Business della Banca mondiale e gli studi più accreditati evidenziano che l'efficienza amministrativa costituisce un fattore centrale per il successo delle politiche pubbliche, e la Corte dei conti ha recentemente rilevato che in Sicilia il modello di sviluppo incentrato sulla gestione e distribuzione di risorse ha prodotto risultati fallimentari, facendo lievitare i livelli di spesa senza produrre proporzionali benefici in termini di efficienza delle politiche pubbliche . Si rivela, pertanto, indispensabile invertire la traiettoria di evoluzione dell'autonomia regionale, incentrandola sulla qualità delle misure dirette ad incidere sui fattori sensibili e strategici dello sviluppo sociale, economico e produttivo. Incrementare l'efficienza D'altra parte dall'analisi delle politiche regionali emerge che la capacità di conseguire risultati positivi in termini di qualità delle attività e delle prestazioni pubbliche non si rivela direttamente proporzionale all'ammontare delle risorse stanziate e che l'efficiente esercizio della potestà normativa e amministrativa in materie come l'industria e il commercio, l'agricoltura, l'urbanistica, la pesca e la caccia, il turismo, il regime degli enti locali, consente di innescare e sostenere processi di sviluppo economico e garantire la funzionalità del sistema di welfare e l'erogazione di elevati standard qualitativi e quantitativi dei servizi pubblici, anche attraverso provvedimenti a costo zero. L'esperienza di alcune regioni virtuose, dimostra, ad esempio, che si può incrementare l'efficienza delle prestazioni sanitarie senza impegnare risorse, attraverso la razionalizzazione della rete ospedaliera, dei servizi sanitari e delle piante organiche, la promozione dell'attività ambulatoriale e dei regimi di ricovero alternativi a quello ospedaliero, l'integrazione dei livelli di cura tra presidi territoriali ed ospedalieri e tra le strutture ospedaliere, il controllo più stringente sui privati accreditati, l'efficiente attuazione delle norme sugli acquisti di beni e servizi, sul controllo delle prescrizioni, sulla riduzione delle liste di attesa, sull'appropriatezza delle prestazioni, sulla responsabilizzazione dei manager e del personale. Le riforme a costo zero Allo stesso modo legislatore e governo regionale potrebbero conseguire, a costo zero, notevoli incrementi di efficienza delle politiche concernenti il diritto all'abitazione, la tutela dell'ambiente ed il razionale consumo di suolo, la localizzazione di grandi infrastrutture ed attività produttive, attraverso il coordinamento tra la pianificazione paesistica e quella territoriale, la strutturazione di controlli efficienti sulla pianificazione comunale e sulla definizione delle istanze di sanatoria, il coordinamento delle strategie urbanistiche degli enti territoriali, l'adozione di misure idonee a favorire l'aggiornamento degli strumenti urbanistici locali e il contrasto dell'abusivismo. La riorganizzazione delle procedure concernenti gli appalti e la programmazione e gestione dei fondi extraregionali consentirebbe di immettere nel sistema economico una notevole mole di risorse senza aggravi a carico dei bilanci pubblici, accelerando le procedure di spesa di somme già stanziate, bloccate a causa di difficoltà di ordine burocratico. Il ricorso agli strumenti di accelerazione delle procedure di gara previste dal codice degli appalti e dalle direttive europee (riduzione dei termini di presentazione delle domande e delle offerte, ricorso a procedure semplificate come il dialogo competitivo, procedura competitiva negoziata, consultazioni preliminari di mercato, appalti pre-commerciali, partenariato per l'innovazione, possibilità di assegnare gli appalti senza pubblicare i bandi di gara, autodichiarazioni e controlli ex post) consentirebbe, ad esempio, di liberare in Sicilia risorse per circa 5 miliardi senza alcun onere a carico dei bilanci pubblici. La gestione dei fondi strutturali europei può essere resa più efficiente attraverso l'adozione dei più diffusi strumenti di valutazione della qualità dei progetti, la previsione di forme di assistenza tecnica a favore delle amministrazioni coinvolte, efficaci forme di coordinamento tra gli apparati burocratici, l'eliminazione di adempimenti e controlli inefficaci, il ricorso a strumenti di certificazione e meccanismi di garanzia snelli e sicuri. Basterebbe solo la corretta applicazione delle procedure Per liberare il sistema produttivo regionale di una ingente mole di oneri burocratici che, secondo una recente ricerca dell'Istituto Ambrosetti, ammonta a circa 3 miliardi di euro non è necessario impegnare consistenti risorse, ma basterebbe la "semplice" ottemperanza alle norme che impongono di concludere i procedimenti amministrativi nei termini di legge senza richiedere pareri inutili e documenti già in possesso di pubbliche amministrazioni, di sostituire procedimenti lunghi e complessi con accordi con privati o tra Amministrazioni e numerosi adempimenti con autocertificazioni, comunicazioni e segnalazioni, di concludere i procedimenti in conferenza di servizi entro un massimo di 90 giorni, di annullare spontaneamente i provvedimenti illegittimi. La corretta applicazione delle procedure di accertamento e riscossione delle entrate pubbliche e delle norme sul procedimento amministrativo costituirebbe certamente un valido antidoto contro l'inefficienza della gestione del patrimonio regionale, che produce modesti introiti a fronte di beni che generano un consistente giro d'affari ed ostacola la realizzazione di numerose attività produttive, dilatando la durata dei procedimenti di concessione dei beni pubblici ben oltre i termini prescritti, con record di 4, 5 e persino 10 anni. Fare fronte alla riduzione delle entrate La prevedibile riduzione di entrate a causa della grave crisi economico finanziaria prodotta dall'epidemia influenzale costituisce certamente un ostacolo all'efficiente svolgimento delle funzioni degli enti locali, ma non c'è dubbio che una razionale ripartizione di competenze e risorse tra i diversi livelli di governo, l'introduzione di una disciplina efficiente sull'esercizio associato delle competenze, di efficaci forme di controllo e di sanzioni a carico degli enti e degli amministratori inefficienti consentirebbe di incrementare il livello delle prestazioni pubbliche, eliminando disservizi e sovrapposizioni di competenze. Allo stesso modo la capacità del sistema regionale di formazione professionale di offrire concrete opportunità di lavoro può essere incrementata attraverso misure efficaci di selezione dei formatori e dei contenuti della formazione, controlli efficienti sulla qualità dei progetti e delle attività didattiche. 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