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09/08/2018

«Rigore e coraggio A testa alta senza essere scriteriati»

Eco di Bergamo - serenella mattera

Primo bilancio Conte delinea la manovra in cantiere e parla del rapporto con i partner dell'Unione europea
Una manovra «rigorosa» ma anche «coraggiosa». La tutela dell'interesse nazionale ma senza essere «scriteriati». Le valutazioni in corso su Tav, Tap, Ilva e anche Alitalia. La difesa dell'obbligo dei vaccini senza sconfessare la ministra Grillo. La sponda a Matteo Salvini sulla Rai, ma senza «forzature». È la versione di Giuseppe Conte, presidente del Consiglio e mediatore, tra il giallo e il verde del governo.

Nel giorno del suo 54° compleanno e alla vigilia delle sue prime ferie da premier, si racconta ai giornalisti e fa un primo bilancio dell'attività di governo. Con l'orizzonte autunnale di una difficile legge di Bilancio da varare e la necessità di trovare risorse e assicurare ai mercati che «non c'è piano B».

La scenografia scelta è un salottino: Conte si accomoda al centro della Sala degli Arazzi di Palazzo Chigi, su una poltroncina bianca con alle spalle le bandiere tricolore ed europea. Risponde per oltre un'ora alle domande e poi invita i cronisti a un brindisi di compleanno offerto rigorosamente da lui (seguirà torta con lo staff e foto di rito). Racconta la sua vita a Palazzo Chigi, la limitazione della privacy e l'indole di un «pragmatico» che, «anche nell'inquietudine, non alza mai la voce». Poi scherza: «Mare o montagna? Sono per la collina della mia Volturara Appula. Non sono né carne né pesce...». Mediazione sempre, per tenere insieme le estreme del governo. Cambiamento sì, ma senza «cambiare soltanto per cambiare». Conte rivendica il suo ruolo e rinvia scelte pesanti a dopo l'estate. Sulla Tav ci sono divergenze tra M5S e Lega? «All'esito di una revisione integrale del progetto - afferma Conte - tra un po' trarremo le decisioni: lo farò in Consiglio dei ministri». La Tap agita il M5S? «Valutiamo le istanze e alla fine faremo una sintesi politica» ma l'opera - qui si sbilancia - è «pressoché completata». Su Alitalia «vogliamo conservare una compagnia di bandiera ma dobbiamo misurarci con le realtà di mercato e le possibilità concrete». Quanto a Consob, dove è «sub iudice» la presidenza di Mario Nava, per il suo incarico pendente in Ue, Conte dice di attendere l'esito delle verifiche interne alla Commissione per valutare «se ci sono incompatibilità». Ma l'autorità fa sapere che la valutazione è già stata inviata, tre giorni fa, per posta certificata.

Quanto alle grane di governo, sull'Ilva Conte difende Luigi Di Maio («Non è scriteriato», ha agito «in autotutela») e sulla Rai nega dissidi con Matteo Salvini («Foa è adeguato, il Cda valuti e i partiti dialoghino»). Sui vaccini, pur reputando legittime le idee dei Cinquestelle no vax, il premier si sbilancia: «Ho portato mio figlio a vaccinarsi, è questa la linea del governo. L'autocertificazione non cancella l'obbligo. Ho sentito il ministro Grillo: non faremo una specifica circolare» per evitare il caos all'apertura delle scuole.

Quanto alla manovra, che promette di agitare l'autunno del governo, Conte riunisce in serata un nuovo vertice - assente Salvini - a Palazzo Chigi. «Sarà - promette - seria, rigorosa e coraggiosa perché accompagnata da riforme strutturali. Tasselli importanti saranno la riforma fiscale», con la Flat tax e il reddito di cittadinanza. Ma il premier, che al brindisi viene raggiunto dal leghista Giancarlo Giorgetti, si impegna anche a varare una riforma del codice degli appalti, norme contro la corruzione e di semplificazione. Certo, ammette, serve prudenza di fronte ai timori dell'Ue e dei mercati: «Il ministro Savona - rassicura - è pienamente coinvolto ma non ci sono piani A, B o C. In Europa andremo a testa alta ma senza essere scriteriati».

Infine, la politica estera. Restano, nelle parole del premier, le perplessità sulle elezioni in Libia entro l'anno. E una sintonia con Trump, anche su un dossier delicato come le sanzioni all'Iran: «Se ci sono notizie d'Intelligence Usa di proliferazione nucleare valuteremo una linea più rigorosa» verso Teheran, pur sempre - precisa - «con i partner Ue».

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