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11/12/2018

Rigenerazione «Le ditte locali dimenticate»

Il Gazzettino

URBANISTICA
BELLUNO Meno 1 milione 632 mila euro. Le procedure d'appalto per il maxi Piano di rigenerazione partono male: tre le gare espletate finora, zero le ditte bellunesi vincitrici. I lavori per la ciclabile Antole Casoni, per il rifacimento del piazzale dell'ex Caserma Piave e per quello della stazione porteranno la firma di imprese rispettivamente di Marostica, Este e Agrigento. Il rischio paventato da parte del Consiglio comunale si sta concretizzando: la grande operazione di restyling del capoluogo potrebbe portare nulla all'edilizia bellunese. «Le gare hanno seguito la procedura del massimo ribasso, non sono state pubblicizzate e le ditte da invitare sono state scelte solo pescando dagli elenchi della Provincia di Vicenza, stazione appaltante, senza porre attenzione a quelle locali denuncia il consigliere di opposizione Franco Roccon -. Qui ci sono due ordini di problemi: amministrativo e politico. Il sindaco Jacopo Massaro ha disatteso tre promesse. Farò segnalazione all'Anac». Con tre gare su sette già completate e nessuna impresa bellunese coinvolta, l'affare appalti si fa bollente.
LE GARE
Il 29 novembre sono stati aggiudicati i lavori per la realizzazione della ciclabile Antole Casoni. Ad aggiudicarseli, con ribasso del 14,8% su base d'asta di 334 mila euro e dunque per un importo di 286 mila euro, è stata la Maroso Ivo Renzo srl di Marostica. Il 3 dicembre si è chiusa la procedura per il cantiere di riqualificazione degli spazi esterni dell'ex caserma Piave: ha portato a casa la commessa la Atheste Costruzioni di Este; l'offerta, in ribasso del 15,30% rispetto alla base d'asta di 964 mila euro, è stata giudicata anomala, tuttavia i lavori sono stati appaltati alla ditta padovana in via ancora non definitiva per 835,832 euro. «In questa gara su 15 ditte invitate hanno partecipato in sette, la gran parte di Vicenza spiega Roccon -. Nell'elenco si trova anche la ditta Fontana di Belluno, in Ati con una di Vicenza però. Questo significa che le nostre imprese non sono state minimamente informate, hanno conosciuto il procedimento solo perché coinvolte da colleghi vicentini». Infine il 6 dicembre è stato aggiudicato il rifacimento del piazzale stazione. A portarsi a casa il lavoro è stata la Sice srl di Aragona, con un ribasso del 18.72% ha lanciato l'offerta di 510,223 euro su base d'asta di 627 mila.
LA DENUNCIA
Non sarebbe dovuta andare così. Il consigliere Roccon ha vigilato sulla procedura e, oggi, parla chiaramente di cosa non è andato e dei punti sui quali il sindaco Massaro ha disatteso le promesse. «Si sta applicando l'aggiudicazione tramite massimo ribasso, m nel Consiglio comunale del 23 febbraio il sindaco aveva assicurato che non si sarebbe proceduto così spiega -. Sarebbe dovuto essere il Comune a decidere come procedere e ci era stato assicurata la procedura dell'offerta economica più vantaggiosa. Sempre in quell'occasione il sindaco aveva assunto l'impegno formale di far sì che la Provincia di Vicenza attingesse anche agli elenchi depositati a Palazzo Piloni, quelli con le ditte locali, di cui alla legge 25. Infine, non è stata data evidenza dell'avvio delle gare, non è stata fatta pubblicità nel sito del Comune di Belluno ma solo in quello della Provincia di Vicenza, stazione appaltante». Oggi che mancano ancora i cantieri della Crepadona, dell'ex chiesa dei Gesuiti, del parco di Lambioi e delle Gabelli da affidare, il capogruppo di Civiltà Bellunese chiede chiarezza e, prima che sia troppo tardi, di aggiustare il tiro.
Alessia Trentin