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27/06/2020

Riforma più solida con Terzjus

Avvenire - CINZIA ARENA

TERZO SETTORE
Dal nuovo registro al 5 per mille: un Osservatorio giuridico per il Non profit Il promotore Luigi Bobba: occorre completare i passaggi tecnici previsti dalla legislazione e promuovere una cultura della solidarietà, indispensabile in questo momento storico
U no strumento di monitoraggio ma anche di proposta per l'attuazione della riforma del Terzo settore che essendo una riforma "di sistema" non si fa dalla mattina alla sera ma deve essere "guidata" e "studiata" sul campo per far sì che il nuovo "diritto comune" passi da un concetto astratto ad una prassi consolidata. L'Osservatorio giuridico Terzjus, promosso da Luigi Bobba, ex sottosegretario al Lavoro ed ex presidente delle Acli, è operativo formalmente da ieri, dopo una presentazione in versione digitale alla quale hanno preso parte tra gli altri la presidente del Senato Maria Alberta Casellati, il commissario europeo Paolo Gentiloni e il viceministro dell'Economia Antonio Misiani. Tra i soci fondatori il Forum del Terzo settore, Acli, Assifero, Airc e Auser. Il non profit coinvolge in Italia quasi sei milioni di volontari e 850 mila dipendenti. In tutto 360mila organizzazioni che nel corso dell'emergenza sanitaria legata al Codiv-19 hanno avuto un ruolo da protagoniste, sostenendo le persone più fragili, dagli anziani alle famiglie con minori. Un vero e proprio terzo pilastro indispensabile per costruire una società più equa e inclusiva in un momento così complesso come questo. L'obiettivo dell'Osservatorio è trarre il meglio dall'operatività della riforma, avviata nel 2017, alla quale mancano ancora alcuni passaggi tecnici. «La cosa più importante il registro unico degli enti di terzo settore tenuto dalle Regioni ma con un'architettura unica - spiega Bobba - avremo uno strumento unico accessibile a tutti come per le imprese, una sorta di "carta d'identità"». L'iscrizione al registro comporta per l'ente rendere noto il proprio statuto, il bilancio ma soprattutto la possibilità di accedere a contribuzioni pubbliche, sottoscrivere convenzioni e poter accedere al 5 per mille. Il principio ispirativo è quello della trasparenza. Un secondo punto importante della riforma che deve essere ancora perfezionato riguarda «la co-progettazione co-programmazione con le amministrazioni pubbliche» che prevede non solo il codice degli appalti ma un rapporto di collaborazione strategica. Il presidente del Senato Casellati nel suo intervento ha parlato una «alleanza tra istituzioni e terzo settore che non devono essere in competizione ma in cooperazione». Il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che ha inviato un messaggio, ha assicurato che il governo sta valutando l'introduzione di un "sociale bonus" sul modello di quello per l'arte che farà in modo di poter destinare i beni pubblici dismessi o quelli confiscati alle mafie agli enti del terzo settore con una fiscalità favorevole (vale a dire al 65%). Nella direzione di promuovere una cultura della donazione va anche un altro passaggio previsto nel decreto rilancio: ridurre da due a un anno il tempo di erogazione del 5 mille e contestualmente aumentare il fondo da 500 milioni sinora messo a disposizione. «Oggi soltanto il 55% dei contribuenti indica a chi vuole destinare il 5 per mille, servirebbe una campagna di informazione ad hoc della Rai - spiega ancora Bobba -. La riduzione dei tempi porterebbe nell'immediato ad un'iniezione di liquidità visto che gli enti riceverebbero i fondi legati al biennio 2018-2019».