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10/08/2018

Riforma incisiva per il codice appalti: si parte da 29 capitoli

Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour

Riforme
Il Mit avvia una consultazione per la riforma del codice appalti: sotto la lente punti critici del decreto del -a pagina

La riforma del codice appalti, dopo settimane di ipotesi e indiscrezioni, inizia ad assumere concretezza. Il ministero delle Infrastrutture, guidato da Danilo Toninelli, ha messo on line la consultazione che, fino al prossimo 10 settembre, consentirà agli operatori del mercato di dare le proprie indicazioni sulla revisione in arrivo. E la notizia più rilevante è che si tratterà di una riscrittura molto profonda.

Nel documento, infatti, vengono individuati i capitoli del codice appalti (il Dlgs 50/2016) messi sotto analisi dall'esecutivo e dal gruppo di esperti che, su mandato di Palazzo Chigi, ha iniziato a lavorare alla riforma. Sono, in totale, 29 punti che toccano tutti i passaggi principali del codice del 2016: qualificazione di stazioni appaltanti e imprese, prerogative dell'Anac, subappalti, in house, gravi illeciti professionali, appalto integrato.

Partendo da quest'ultimo punto, proprio il divieto di affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione dei lavori dà, più di altre questioni, il senso delle modifiche allo studio. Quella previsione così rigida aveva, a giudizio di molti, ingessato il mercato. L'intenzione, invece, è di snellire e semplificare, soprattutto a beneficio delle amministrazioni più piccole, allargando il perimetro delle deroghe. Sempre nell'ottica della semplificazione, sarà messo in discussione l'assetto delle linee guida Anac, la cosiddetta «soft law», uno dei principali veicoli di attuazione del codice. La consultazione, adesso, parla di «semplificazione delle disposizioni attuative del codice, con particolare riferimento alla natura e alla vincolatività delle stesse». In questo caso, il problema è che il sistema attuale rischia di essere troppo parcellizzato, disorientando gli operatori: ancora una volta, una semplificazione è necessaria. Sull'Autorità anticorruzione, però, resta l'intenzione di tenere intatti i suoi poteri.

Un'attenzione particolare andrà ai temi che, nei mesi scorsi, sono finiti nel mirino dei giudici comunitari. La consultazione cita, in diversi passaggi, questioni rimesse alla Corte di giustizia Ue. Solo per indicare le principali: limitazioni al subappalto, rito accelerato in materia di cause di esclusione dalle gare e illeciti professionali degli operatori. Tutti punti che saranno oggetto di limature. Così come sarà ritoccato il meccanismo di qualificazione delle stazioni appaltanti, pensato per ridurre il numero di centri di costo della Pa ma rimasto inattuato. E anche il rating di impresa, nato per valorizzare il curriculum degli operatori, potrebbe rientrare tra le correzioni. Insieme al criterio di aggiudicazione al massimo ribasso: potrebbe assumere una portata più ampia rispetto al codice 2016, dove veniva penalizzato rispetto all'offerta più vantaggiosa.

La massa di materiale che il Mit si aspetta di raccogliere è molto ampia e, quasi certamente, sarà la base per la preparazione di due testi separati. Il primo è un provvedimento d'urgenza, un decreto legge che sarà portato in Consiglio dei ministri a settembre e che conterrà le misure considerate non più rinviabili. Il secondo intervento sarà un disegno di legge e avrà tempi più lunghi: in quella sede si completerà una riforma che, a conti fatti, non sarà chirurgica ma parecchio articolata.

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Giuseppe Latour

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