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29/11/2019

Rifiuti, due inchieste sull’azienda che vinceva gli appalti nel Barese

La Repubblica - Chiara Spagnolo

Il caso
La Falzarano Ecologia è al centro di una doppia inchiesta della Procura di Bari per presunti illeciti nella gestione del servizio di raccolta rifiuti. La società di Benevento finisce nuovamente nei guai e gli inquirenti incassano ulteriori prove del fatto che uno degli appaltatori più utilizzati nella provincia di Bari potrebbe avere commesso pesanti irregolarità. E che i servizi prestati ai Comuni tramite gli Aro (Ambiti di raccolta ottimale) siano stati di gran lunga inferiori rispetto a quelli per cui sono stati pagati compensi milionari. È questa la traccia seguita dall'indagine coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi, che ipotizza il reato di frode in pubbliche forniture e nell'ambito della quale sono state effettuate diverse perquisizioni nei mesi scorsi.
L'inchiesta riguarda le modalità con cui sono stati affidati alcuni bandi che hanno portato la ditta a gestire il lucroso servizio negli Aro 5 e 8 di Bari, comprendenti fra gli altri, i comuni di Gioia del Colle, Acquaviva, Adelfia, Casamassima, Sammichele, Turi, Polignano, Conversano, Mola di Bari e Monopoli. Proprio a Monopoli la Falzarano - che fino allo scorso luglio ha gestito il servizio - avrebbe consumato una serie di reati, dalla interruzione di pubblico servizio alla appropriazione indebita, passando per la simulazione di furto. Gli illeciti sono stati scoperti dalla polizia, nell'ambito di un'inchiesta condotta dal pubblico minister Marcello Quercia, che ha portato al sequestro di otto compattatori e alla notifica di un avviso di garanzia all'amministratore delegato dell'azienda e a un suo collaboratore. La vicenda pugliese in realtà si intreccia con un'inchiesta campana che nel marzo scorso ha indotto la Procura di Benevento a disporre il sequestro della società, oggi in amministrazione controllata.
Per «gravi inadempienze», a luglio, il Comune di Monopoli aveva deciso di risolvere il contratto e si preparava ad affidarlo alla Energetikambiente. A questa società'ultima sarebbero dovuti passare anche i 12 compattatori, di proprietà di un'altra azienda, che fino a quel momento erano stati utilizzati dalla Falzarano. I mezzi, però, nella notte fra il 31 luglio e il 1° agosto furono bloccati in deposito, con l'intento - secondo la ricostruzione degli investigatori - di impedire il passaggio di consegne. Cosa che parzialmente avvenne, considerato che dopo lunghe trattative con la Falzarano si ottenne di far uscire soltanto quattro compattatori. Gli altri otto sono rimasti bloccati fino a ieri. Il loro valore si aggira intorno al mezzo milione di euro, mentre il danno causato all'azienda che avrebbe dovuto utilizzarli da agosto è stato calcolato in 200mila euro.
Il pm Quercia ha chiesto e ottenuto il sequestro dei mezzi per evitare che il reato di appropriazione indebita si aggravasse e, soprattutto, per restituirli alla ditta proprietaria, che ha subìto - in tutti questi mesi - un enorme danno per il mancato noleggio alla società subentrata nel servizio di raccolta dei rifiuti.
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Foto: kBusiness milionario Falzarano Ecologia sotto inchiesta