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14/01/2020

Ricostruzione scuole, Anac bacchetta la giunta

Il Centro

Romano (Passo possibile): ignorate procedure per snellire i tempi. Il Comune: colpa del Provveditorato
L'AQUILA L'Anac scrive al Comune e lo bacchetta sulla non attuazione del programma di ricostruzione delle scuole. Una lettera del 19 dicembre, firmata da Francesco Merloni , presidente facente funzioni dell'Anac (Autorità nazionale anticorruzione), destinata a creare ulteriori tensioni all'interno di un'amministrazione comunale in crisi politica. A esibire la missiva (inviata al Comune e al Provveditorato alle Opere pubbliche) è stato ieri mattina il capogruppo del Passo possibile Paolo Romano . Nella lettera l'Anac fa riferimento agli interventi di ricostruzione della scuola Pettino-Vetoio e Celestino V, le cui documentazioni sono state inviate dagli uffici comunali soltanto il 12 dicembre, a ridosso della conclusione dell'accordo stipulato nell'estate 2018 dal Comune dell'Aquila con l'Anac e il Provveditorato; accordo nato con l'obiettivo di velocizzare e snellire le procedure per la ricostruzione delle scuole. Per Romano è la controprova che «la ricostruzione dell'edilizia scolastica è ferma al palo». L'accordo stipulato avrebbe consentito, come dice l'articolo 11 comma 9-bis del decreto legge 78/2015 «l'attuazione d'interventi per la ricostruzione delle scuole avvalendosi della deroga al codice degli appalti con l'attivazione di una gara tramite procedura negoziata con almeno 5 ditte, sulla base del progetto definitivo, per gli interventi entro il limite della soglia comunitaria (5,5 milioni)», come ricorda l'Anac. Il presidente Merloni contesta, in sostanza, la mancata attuazione delle procedure semplificate concesse per la ricostruzione - nello specifico delle due scuole. «Un accordo che non si è mai concretizzato», insiste Romano, «il Comune ha infatti provveduto a trasmettere all'Anac la documentazione relativa alle due scuole soltanto il 12 dicembre, a pochi giorni dalla scadenza» (prevista il 31 dicembre 2019). Romano fa notare anche un altro aspetto. L'articolo di legge al quale l'Anac fa riferimento nella sua lettera, è oggetto di alcuni emendamenti «di cui il sindaco Pierluigi Biondi non ha mai dato notizia nel merito», insiste Romano, e in cui emerge «la volontà di Biondi di sfruttare la problematica delle scuole per togliere il cappello dello Stato dalle procedure negoziate dell'intera ricostruzione pubblica, che l'amministrazione comunale vorrebbe gestire in modo diretto». Negli emendamenti proposti dal sindaco al parlamento spariscono, infatti, il termine "scuole" e l'obbligatorietà di rivolgersi al Provveditorato per la realizzazione di generici interventi di ricostruzione degli immobili pubblici. Non ha tardato ad arrivare la risposta del settore Ricostruzione dei Beni pubblici del Comune che, in una nota senza firma inviata in serata, rimpalla la responsabilità al Provveditorato, denunciando la sua «condotta non celere», non soltanto per quanto riguarda le scuole, ma anche altri interventi: riqualificazione del Gran Sasso; demolizione dell'autoparco comunale; ricostruzione della scuola Mazzini e del Convitto (che però sono di competenza provinciale, ndc) «inspiegabilmente ferme». Da notare che nell'elenco degli «inadempimenti» del Provveditorato, il Comune inserisce anche la scuola Papa Giovanni XXIII che, al contrario, non rientra nelle procedure in deroga previste nell'accordo del 2018. A questo punto potrebbe non tardare di molto anche la replica del provveditore Vittorio Federico Rapisarda . (m.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Paolo Romano (Passo possibile)