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18/06/2019

«Ricostruzione lenta, la colpa è di tutti»

QN - Il Resto del Carlino

IL COMMISSARIO PIERO FARABOLLINI .
Chiara Gabrielli MACERATA «LE PAROLE del Papa e dell'arcivescovo sono il segnale eclatante della grande disinformazione che si è fatta e si continua a fare sulla ricostruzione. Fatta eccezione per le scuole, la ricostruzione infatti è stata delegata dal decreto legge 189 ai vicecommissari che hanno ricevuto ulteriori poteri dall'ordinanza a firma della commissaria precedente. È gestita dalle Regioni tramite gli uffici ricostruzione, Usr». Commissario Piero Farabollini, come commenta i dati delle Marche? «Il 6% di lavori ultimati dice quanto è stato realizzato finora ma bisogna anche tenere conto delle pratiche presentate (15%). Mi fa ridere anche se amaramente che chi ha in mano la gran parte delle carte della ricostruzione ora non si assuma le responsabilità. Ceriscioli parla di sprone alle coscienze? Si fa clamorosamente autogol. La colpa se c'è va distribuita tra tutti. Oltre al commissario, ci sono vicecommissari, Usr, Comuni, professionisti, imprese. La ricostruzione va lenta, ma ognuno deve fare il proprio ruolo. Abbiamo fornito 700 unità di personale, e sono aumentate di 200 con lo Sblocca cantieri. Laddove ho potuto intervenire direttamente come per le scuole ho risolto situazioni». L'arcivescovo Francesco Massara ha parlato dei «lacci della burocrazia». Quali sono questi lacci? «Il problema della burocrazia esiste. La legge sulla ricostruzione deve tener conto della legge nazionale, codice degli appalti, norme tecniche sulla costruzione. Mi chiedo però perché i progetti non vengono presentati? Perché l'Usr ci mette 8 mesi per un'istruttoria? Eppure non è poco il personale (sono 170 nelle Marche), non è così elevato il numero di pratiche da gestire. Perché il 30% di domande è fermo ai Comuni e un 30% corrisponde a richieste di integrazione dell'Usr? E comunque il grado di danneggiamento in regione è del 62%». Perché non si provvede con una norma straordinaria? «La ricostruzione seppur lentamente sta partendo. Ma questi lavori si basano sulle norme ordinarie, farne una straordinaria ora significherebbe buttare all'aria tutto e bloccare la ricostruzione per due anni. Per velocizzare ho invece fatto 12 ordinanze che vanno a sanare situazioni di criticità delle ordinanze esistenti. Non è vero poi che lo Sblocca cantieri non sblocca nulla, con l'affidamento diretto sotto certe soglie non c'è da fare la gara, velocizza». Perché non ha partecipato alla visita del Papa, domenica? «Perché come altri rappresentanti del governo nella ricostruzione non ho ricevuto alcun invito ufficiale dal cerimoniale del Papa. L'arcivescovo di Camerino mi ha chiamato a titolo personale. È stato molto gentile ma visto che non era previsto il coinvolgimento di figure istituzionali del governo nazionale ho ritenuto opportuno declinare» © RIPRODUZIONE RISERVATA