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06/10/2018

Ricostruzione ferma, allarme dell’Ance

Il Centro

L'associazione regionale dei costruttori: «Non si è fatto tesoro dell'esperienza dell'Aquila»
TERAMO L'Ance regionale sollecita tempi stretti per gli interventi di ricostruzione ed elenca una serie di richieste per snellire i tempi della burocrazia. Lo fa con una nota firmata dal presidente regionale dell'associazione costruttori Armando Di Eleuterio . Per l'Ance «la crisi economica e sociale è aggravata dalla mancata ricostruzione ed appesantita da ritardi procedurali, oltre che dagli avvicendamenti nella governance. Siamo già al terzo commissario straordinario e gli uffici speciali sono stati costituiti con estremo ritardo». Secondo il presidente regionale «non si è fatto tesoro dell'esperienza dell'Aquila, dove hanno sostanzialmente funzionato le norme sulla ricostruzione privata». E, secondo i costruttori, «non si è fatto tesoro nemmeno della mancata ricostruzione pubblica post sisma 2009 al fine di individuare, preventivamente, e stimolare, con forza, procedure di intervento derogatorie, ed efficaci, con la consapevolezza di non poter affrontare la ricostruzione pubblica post emergenza secondo un codice degli appalti che, anche solo per "l'ordinario" si è rivelato inefficace ed anzi, spesso, dannoso». Di Eleuterio ricorda che a luglio 2016 l'allora presidente della Regione Luciano D'Alfonso «quale vice commissario per la ricostruzione della Regione Abruzzo, su richiesta dell'Ance Abruzzo, istituì un tavolo di lavoro con i soggetti e gli enti, pubblici e privati, interessati, a vario titolo, al buon andamento della ricostruzione. Da allora ad oggi, di quel Tavolo non se n'è avuta più notizia». L'Ance rinnova la disponibilità a riaprire il tavolo per un confronto fattivo, anche in linea con quanto attuato nell'ambito della ricostruzione post sisma 2009. Per quanto riguarda l'ufficio speciale per la ricostruzione, i costruttori ricordano «che la carenza di personale, ormai conclamata, rallenta fortemente il disbrigo delle pratiche, bloccando così la ricostruzione». Per questo l'associazione chiede «il potenziamento dell'organico dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione; lo snellimento delle procedure e trasparenza amministrativa; concrete, e chiare, possibilità di intervento per i privati e per le imprese al fine di intervenire anche in anticipazione». Per Di Eleuterio: «i numeri sono impietosi, inaccettabili a distanza di due anni dal sisma del centro Italia».

Foto: Armando Di Eleuterio

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