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30/05/2020

Ricostruite 15 chiese «Risorgere è possibile»

QN - Il Resto del Carlino

La Diocesi di Carpi illustra lo stato della ricostruzione a 8 anni dal sisma. Dal 4 maggio, dopo il via libera ufficiale del Governo, hanno riaperto gli otto cantieri in corso prima dello stop deciso il 23 marzo dall'ingegner Marco Soglia, responsabile Ufficio ricostruzione della Diocesi: Villa Varini a San Possidonio, la canonica della parrocchia di Concordia, la canonica e la «casa del campanaro» a Quarantoli, le chiese di Budrione, di San Marino e di Santa Giustina Vigona, più la nuova aula liturgica di Sant'Agata Cibeno, che però esula dall'iter post sisma. «Recentemente - spiega l'ingegner Soglia - è stato approvato il progetto della chiesa di Fossa di Concordia, si sono effettuati incontri per definire i contenuti progettuali per San Francesco a Carpi, per la chiesa e il campanile di Rovereto. Sono stati completati il progetto per la chiesa di Cividale, di San Giacomo Roncole e per il Seminario Vescovile. Sono state, inoltre, bandite le gare d'appalto per la canonica di Mortizzuolo e il ponteggio per la chiesa di Cividale. La prossima settimana si bandiranno le gare d'appalto per la chiesa e la canonica di Tramuschio e per l'asilo di via Luosi a Mirandola». Nei prossimi mesi partiranno alcuni importanti interventi, «quelli riguardanti la chiesa di Fossa - sottolinea Soglia - il cinema Lux a Rovereto, i locali parrocchiali a Concordia, Tramuschio, Mortizzuolo, e l'asilo a Mirandola. Quanto alle approvazioni, sono in arrivo quelle della chiesa e canonica di Gavello, del campanile di Concordia, del campanile del monastero delle Clarisse a Carpi, nonché della chiesa di San Martino Spino». Pochi giorni fa l'Ufficio ricostruzione ha incaricato il nuovo gruppo di progettazione per la pieve di Quarantoli e auspica di sbloccare la situazione di Santa Caterina di Concordia, dove a breve inizieranno alcuni interventi di manutenzione alle opere provvisionali esistenti. «Da qui a fine 2020 - conclude Soglia - l'intenzione è di chiudere le progettazioni in sospeso, compresi San Martino Secchia, Migliarina, Novi, Rovereto, San Paolo di Concordia, San Francesco a Carpi, oratorio della Madonnina a Mirandola, e San Possidonio». Nel 2012 la Diocesi di Carpi aveva 93 immobili inagibili su 128 (73%), di cui 46 chiese inagibili su 51 (90%). Oggi la Diocesi si trova con 51 immobili inagibili su 128 (40%), di cui 31 chiese su 51 (61%). Sono dunque 42 i beni diocesani ad essere stati recuperati finora. Relativamente ai 51 immobili inagibili: 12 immobili, di cui 7 chiese hanno cantieri in corso, si concluderanno parte nel 2020. Solo per 7 immobili non è ancora partito l'iter della ricostruzione. «Anche se non tutto è stato ancora ricostruito, abbiamo ormai la prova che risorgere è possibile. La sfida per tutti noi è animare la speranza» ha detto nell'omelia monsignor Ermenegildo Manicardi.